Saturday, 5 Oct 2013

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Lidu onlus su naufragio Lampedusa: agenzia Frontex va rafforzata

lampedusaLettera di Alfredo Arpaia presidente della Lega italiana dei diritti dell’uomo, al presidente del Consiglio ed ai ministri Kyenge e Bonino: “in Europa mai più tragedie come quella di Lampedusa”

Roma, 5 settembre – Una lettera della Lidu onlus destinata al presidente del Consiglio ed ai Ministri Kyenge e Bonino, oltre che alla presidente delle Camera Laura Boldrini, chiede un rafforzamento dell’agenzia europea Frontex, strumento operativo utile a scongiurare nel futuro episodi tragici come quello del naufragio, avvenuto due giorni fa nei pressi di Lampedusa, del barcone con 500 migranti a bordo che ha prodotto decine e decine di vittime. Di seguito il testo integrale della lettera:  “La Lega italiana diritti dell’uomo, colpita dall’immane tragedia avvenuta al largo della costa dell’isola di Lampedusa,  frontiera italiana per i migranti che cercano salvezza in Europa, esprime il proprio orrore e la vicinanza ai superstiti ed ai familiari delle tante vittime. La Lidu onlus ha riconosciuto il ruolo dell’isola di Lampedusa e dei suoi cittadini conferendo già nel 2011 il premio ‘Paolo Ungari ‘ attribuito dalla Lega ogni anno a coloro che s’impegnano nella difesa dei diritti umani. La Lidu, nel riaffermare i principi fondanti la Costituzione, richiama l’impegno di tutta l’Europa invitandola a potenziare gli strumenti posti a tutela dei migranti. Tra questi particolare efficacia è demandata dalla Ue al Frontex, Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea. La Lidu auspica il rafforzamento del Frontex e un autorevole quanto costruttiva presa di posizione della Ue a supporto dell’azione di salvataggio ed accoglienza che l’Italia svolge da anni, per essere il paese europeo più facilmente raggiungibile nel Mediterraneo.

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Thursday, 3 Oct 2013

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‘Sorridi che ti passa’, il 4 ottobre si celebra il ‘World smile day’

world_smile_day_2013_poster_20x28-r579cbbb573da4f5bb47235fa1a35755c_kmk_8byvr_324Domani è la ‘Giornata mondiale del sorriso’, ideata da Harvey Ball padre dell’emoticon più famosa al mondo, lo ‘smile’

Roma, 3 settembre – Basta un sorriso per sentirsi meglio. Lo sapeva bene il compianto  Harvey Ball, padre dello  ”smile”, la faccina sorridente più usata al mondo come emoticon  su sms ed e-mail. Ecco perché ogni anno,  il primo venerdì di ottobre è dedicato al “World Smile Day”, fondato dallo stesso Ball. Perché sorridere migliora la qualità della vita e la resistenza allo stress, rilassa i muscoli e manda in circolo endorfine. Una pratica utilizzata anche in alcuni ospedali grazie alla  ’geloterapia’. Una ricerca di Ilona Papousek, dell’università austriaca di Graz, dimostra che sorridere abbassa la pressione del sangue e che potrebbe essere un’ottimo esercizio di riabilitazione dopo ictus: l’esercizio del sorriso risulta molto più efficace per combattere la pressione alta rispetto ai programmi standard di esercizio fisico prescritti ai pazienti.

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Thursday, 3 Oct 2013

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Madagascar, due europei impiccati da folla inferocita

20131003_madagasacr-linciatiErano sospettati di traffico d’organi le vittime del linciaggio sull’isola di Nosy Be. La furia omicida degli abitanti è esplosa dopo il ritrovamento del corpo senza vita di un bambino di otto anni

Roma, 3 ottobre – E’ bastato il sospetto, nato in seguito all’arresto di un cittadino francese causato dalle indagini sulla morte di un bimbo di 8 anni, ad alimentare le certezze di colpevolezza degli abitanti dell’isola di Nosy Be, località turistica rinomata del Madagascar. Si è scatenata una vera caccia all’uomo e due cittadini europei, uno francese e l’altro probabilmente italiano, sono stati impiccati e bruciati da una folla inferocita sulla spiaggia di  Ambatoloaka. Da quanto emerge dai media locali nel loro appartamento erano stati rinvenuti organi umani nel frigorifero, dalle autorità che indagavano sulla morte del bambino, il cui corpo senza vita era stato rinvenuto con lingua e genitali mozzati .  Da qui l’assalto alla gendarmeria dove era rinchiuso uno dei due europei vittime del linciaggio.

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Thursday, 3 Oct 2013

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Lampedusa, 94 morti in naufragio barcone con 500 migranti a bordo

tragedia lampedusaE’ destinato a salire il numero delle persone decedute in mare al largo dell’isola: a poca distanza dalla riva l’imbarcazione  ha preso fuoco e si è rovesciata. Tratti in salvo 150 migranti ma all’appello risultano ancora dispersi 250 tra loro, oltre ai 94 corpi ritrovati.  

 Roma, 3 ottobre – Una tragedia senza precedenti quella che ha colpito i 500 migranti naufragati al largo di Lampedusa, a circa mezzo miglio dell’Isola dei Conigli. Sono 94 per ora i corpi restituiti dal mare e 150 le persone tratte in salvo, ma i 250 dispersi destano grande preoccupazione con il passare delle ore. Le speranze della Guardia costiera di riuscire a trovare naufraghi ancora vivi si affievoliscono di momento in momento e molti cadaveri ancora in mare sono stati intercettati. Tra i 94 deceduti anche una donna in cinta e due bimbi. Secondo la ricostruzione fatta attraverso il racconto dei superstiti,  il barcone si è rovesciato a poca distanza dalla riva e ha preso fuoco. L’allarme è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona.

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Wednesday, 2 Oct 2013

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Siria, Unicef : morti 12 bambini il primo giorno di scuola per attacco aereo

1b742abce932c1fbe79536edfc1533f7-kGVE-U1020625008046dW-330x185@LaStampa.itDichiarazione di Maria Calivis, Direttore Regionale dell’Unicef per il Nord Africa e il Medio Oriente

Roma, 2 ottobre  – “L’Unicef è sconcertato dalla notizia delle morti di 12 bambini in un attacco aereo su una scuola secondaria a Raqqa, nel nord est della Siria, lo scorso 29 Settembre.  Il resoconto sull’accaduto ha riportato che in totale 14 persone, la maggior parte delle quali studenti, sono stati uccisi nell’attacco sul Ibn Tufail Commercial Secondary School attorno alle ore 8.00 del mattino di domenica,  il primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico. Fatti come questo sottolineano i pericoli che i bambini devono affrontare mentre cercano di continuare il percorso scolastico durante l’attuale conflitto, e aiutano a spiegare perché molti genitori non vogliano correre rischi mandando i proprio figli a scuola. L’Unicef ha ripetutamente chiesto a tutti le parti coinvolte nel conflitto di smettere di colpire le scuole, e invece di riconoscerle come ‘aree di pace’ dove i bambini possono trovare sostegno e rifugio.

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