UNICEF per la Giornata Mondiale contro la Polio (24 ottobre): nel mondo, nei primi sei mesi del 2015 registrati solo 51 casi di polio, nel 2014 erano 242.

Pubblicato il 23 ottobre 2015 - da
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Quest’anno la Nigeria è riuscita ad interrompere la trasmissione del poliovirus selvaggio e il mese scorso è stata cancellata dalla lista dei paesi polio endemici

download23 ottobre 2015 – Alla vigilia della giornata Mondiale contro la Polio (24 ottobre), secondo l’UNICEF, mai prima nella storia della polio ci sono stati così pochi bambini in così pochi paesi che hanno contratto questo virus paralizzante – ma non possiamo fermarci fino a quando il numero di casi non sarà arrivato a zero. “I progressi per porre fine alla polio sono concreti e straordinari, adesso solo in 2 paesi al mondo il poliovirus selvaggio non si è mai stato fermato: Afghanistan e Pakistan” ha dichiarato Peter Crowley, responsabile dell’Unità Anti Polio dell’UNICEF. “Ma – e questo è un grande ma – fino a quando tutti i bambini, ovunque essi siano, non saranno immunizzati contro la polio in maniera costante e regolare, la minaccia di questa malattia continuerà ad esistere. Non possiamo abbassare la guardia; dobbiamo continuare a lavorare finché non ci sarà un solo bambino, ovunque esso sia, che non sarà stato vaccinato.” Solo 3 anni fa, in Nigeria erano presenti più della metà di tutti i casi di polio nel mondo. Quest’anno, per la prima volta nella storia, la Nigeria è riuscita ad interrompere la trasmissione del poliovirus selvaggio e il mese scorso è stata cancellata dalla lista dei paesi polio endemici. Il grande traguardo della Nigeria ha portato il paese e la regione Africana più vicini che mai ad essere certificati polio free. In India, dove, una volta, migliaia di bambini ogni anno rimanevano paralizzati a causa della polio, da quattro anni non si registra più nessun caso. Dall’inizio dell’anno, a livello globale ci sono stati solo 51 casi di poliovirus selvaggio, rispetto ai 242 del 2014. Nonostante i progressi, recenti epidemie di polio derivato da vaccino in paesi come la Repubblica Popolare Democratica del Laos, l’Ucraina, la Guinea e il Madagascar hanno mostrato i rischi che molti paesi continuano ad affrontare a causa di una scarsa copertura delle vaccinazioni di routine. Queste epidemie ci ricordano il bisogno fondamentale di intensificare l’impegno di rafforzare i sistemi di vaccinazione di routine e colmare le disparità nell’accesso dei bambini alle strutture mediche di base. In Ucraina per esempio, meno del 14% dei bambini è stato vaccinato contro la polio. I successi ottenuti sono il risultato di volontà politiche e dei governi nei paesi colpiti, della grande mobilitazione e del coinvolgimento delle comunità, del coraggio e dell’impegno di coloro che lavorano in prima linea e degli sforzi coordinati e combinati dei partner della Global Polio Eradication Initiative –the Centre for Disease Control and Prevention, l’OMS, il Rotary International, la Bill and Melinda Gates Foundation e l’UNICEF. Come parte del suo impegno, l’UNICEF ha distribuito 1,7 miliardi di dosi di vaccino nel 2014 e ha supportato la formazione di decine di migliaia di operatori in prima linea nelle comunità, da Karachi in Pakistan allo stato di Kano in Nigeria, aiutando a diffondere la fiducia nei vaccini tra i genitori e nelle comunità. Altro fattore di successo è stata l’integrazione, nelle campagne anti polio – in particolar modo nella aree meno servite ed esposte a più alti rischi -, di ulteriori interventi salva vita per i bambini, quali: vaccinazioni di routine, nutrizione, pulizia delle mani con il sapone, allattamento al seno. “Abbiamo l’obiettivo di fermare a livello globale la trasmissione della polio per il prossimo anno, ma l’unico modo per far sì che questo accada implica che i paesi con bassi tassi di vaccinazioni aumentino i loro impegni per raggiungere i bambini, ovunque essi siano, non importa quanto difficile possa essere” ha concluso Peter Crowley.

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