UNICEF: in Sud Sudan rischio colera per i bambini

Pubblicato il 24 giugno 2015 - da
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Il primo caso di colera è stato segnalato lo scorso 27 maggio nella Protection of Civilians (PoC) a Juba. Da allora, 170 casi sospetti sono stati segnalati in quest’area e nei villaggi del Central Equatoria State

UNI185503Roma, 24 giugno  – Diciotto persone, tra cui due bambini sotto i 5 anni di età, sono morte di colera in Sud Sudan. Il primo caso di colera è stato segnalato lo scorso 27 maggio nella Protection of Civilians (PoC) a Juba. Da allora, 170 casi sospetti sono stati segnalati in quest’area e nei villaggi del Central Equatoria State. L’UNICEF e l’OMS hanno immediatamente attivato una risposta all’epidemia, coordinata dal Ministero della Salute, per fornire aiuti salvavita ED estendere le misure di prevenzione, tra cui le vaccinazioni contro il colera e la promozione di misure igieniche adeguate.  “Fino a 5.000 bambini sotto i cinque anni sono a rischio di morire di colera se non si interviene con urgenza per contenere questa minaccia”, ha dichiarato il Rappresentante UNICEF in Sud Sudan Jonathan Veitch. “E’ deplorevole il fatto che una malattia del genere facilmente prevenibile potrebbe distruggere tante giovani vite”. I bambini sotto i cinque anni rappresentano il 15% di tutti i casi sospetti di colera. Il colera è particolarmente pericoloso per i bambini in quanto provoca una rapida e grave disidratazione a causa di eccessiva diarrea e vomito.L’UNICEF ed i suoi partner stanno sostenendo la creazione di Punti per la reidratazione orale; per questo, sono stati formati gli operatori sanitari, che hanno consegnato kit per il trattamento del colera, con  medicinali, sapone, dispositivi di protezione e tende per gli ospedali in tutto il paese. L’UNICEF è l’agenzia leader nella fornitura di acqua potabile nelle zone a rischio di colera. Si stima che circa 30.000 sfollati interni nell’area di Juba PoC riceveranno il vaccino anticolera orale. E’ in corso una campagna che promuove misure igieniche adeguate, tra cui il lavaggio delle mani e la preparazione del cibo senza rischi.  La risposta all’epidemia richiede urgentemente ulteriori finanziamenti per garantire il contenimento dell’epidemia, soprattutto perché durante la stagione delle piogge – da qui a novembre – aumentano i rischio di trasmissione del colera.   In Sud Sudan non sono stati registrati casi di colera tra il 2009 e la fine del 2013. Tuttavia, il conflitto iniziato nel dicembre 2013 ha costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle proprie case, costringendoli a cercare rifugio in campi sovraffollati ed in insediamenti, spesso senza accesso all’acqua potabile e in condizioni di scarsa igiene. Nel maggio 2014 una epidemia di colera ha ucciso 167 persone, prima di essere messa sotto controllo. Insieme ad interventi sanitari urgenti, il numero delle vittime può essere ridotto grazie ad una diagnosi precoce ed ad una maggiore consapevolezza nella prevenzione della malattia da parte delle comunità. L’UNICEF sta trasmettendo spot su 13 stazioni radio su come prevenire, individuare e curare il colera, mentre attivisti sociali vanno di porta in porta per fornire informazioni salvavita alle comunità più vulnerabili. L’UNICEF nel Sud Sudan ha urgente bisogno di 4,6 milioni di dollari per finanziare una adeguata risposta d’emergenza contro il colera per i prossimi sei mesi. “L’UNICEF sta lavorando con le comunità e le strutture sanitarie per evitare ulteriori perdite di vite umane, ma stiamo esaurendo i fondi”, ha detto Veitch.

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