Il turismo del futuro

Pubblicato il 23 giugno 2016 - da
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Intesa tra Demanio e Touring Club: i beni pubblici inutilizzati saranno destinati al turismo sociale, culturale ed ambientale

di Roberta Grendene

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Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, e il Direttore generale del Touring Club Italiano (TCI), Lamberto Mancini, hanno firmato qualche giorno fa un Protocollo di intesa che avvia concrete iniziative di riuso e valorizzazione dei beni pubblici inutilizzati attraverso attività di turismo sociale, culturale ed ambientale. Molteplici i progetti e le iniziative che già da tempo vedono vicini Agenzia e TCI: il network Valore Paese – Dimore, il Progetto FARI, il progetto di recupero delle Case Cantoniere e lo sviluppo di iniziative “a rete”, come i Cammini, che coinvolgono beni appartenenti allo Stato e ad altri Enti pubblici situati lungo percorsi di tipo storico-culturale, religioso e ciclo-pedonale. Ora le proposte da incrementare insieme aumentano. Tra le altre, il progetto “Bandiere Arancioni”, finalizzato alla selezione dei borghi eccellenti dell’entroterra e l’iniziativa “Aperti per Voi”, patrocinata dal Mibact, che favorisce l’apertura di luoghi d’arte e di cultura con l’intento di promuovere e diffondere la conoscenza dei luoghi solitamente interdetti al pubblico.
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“Il Touring Club Italiano, con i suoi 122 anni di storia, contribuisce alla valorizzazione dei territori grazie alla promozione di pratiche turistiche consapevoli e sostenibili. Mission dell’Agenzia è quella di sostenere gli enti pubblici nell’avvio di iniziative idonee allo sviluppo dei propri patrimoni immobiliari – dice Roberto Reggi -. Unire le rispettive forze e le professionalità vuol dire assicurare azioni in grado di innescare reali processi di sviluppo”. “Il turismo – afferma Lamberto Mancini – è tra le prime economie del paese, con un contributo al PIL nazionale del 10,2%, valore che può crescere e distribuirsi meglio sul territorio. Il Touring Club Italiano, come soggetto privato del terzo settore, si impegna affinché il modello di accoglienza nazionale possa valorizzare i propri asset puntando alla qualità del rapporto tra persone e luoghi, per generare occupazione e benessere durevoli anche per la comunità locali”.

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