TERREMOTO: FASANO (ASSOCIAZIONE TERREMOTATI), SFOLLATI SBALLOTTATI DA UN CAMPEGGIO ALL’ALTRO

Pubblicato il 25 marzo 2017 - da
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Il vicepresidente dell’Aeci-Associazione Popolo dei Terremotati, Claudio Del Medico Fasano sui disagi della popolazione nel dopo terremoto: ‘non si ha la sensazione di una macchina che sta funzionando’

di Romolo Martelloni

“Noi non facciamo polemiche generiche, vogliamo entrare nel merito, segnalare fatti e circostanze.  inefficienze e gli errori commessi in questi mesi sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo trovato le macerie e ci sembra si stia procedendo con una lentezza estenuante e incomunicabilità’ tra le istituzioni preposte. Sinceramente non si ha la sensazione di una macchina che sta funzionando. Chi comanda di fronte a questa catastrofe, chi impartisce gli ordini? Errani o Curcio? L’ex presidente della Regione Emilia Romagna deve essere più’ incisivo, più’ presente e svolgere la sua funzione nel migliore dei modi. Ma così’ non sembra! Come si fa, per esempio, ad accettare che la Regione Marche dica  a 1500 sfollati da Ussita e Visso ora ospiti presso un’ottima struttura come il Natural Village di Porto Potenza Picena, che a breve devono traslocare ancora più’ a Nord, a Sirolo?”.

E’ quanto afferma il vicepresidente dell’Aeci-Associazione Popolo dei Terremotati, Claudio Del Medico Fasano, esperto di tecniche antisismiche avanzate che sta monitorando come associazione l’attività’ nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto e del 30 ottobre scorsi. Sugli sfollati di Visso ed Ussita Fasano spiega come “Già’ ogni mattina studenti e lavoratori si fanno più’ di 100 chilometri per tornare a Visso o Ussita al lavoro o a scuola e ritornare indietro. A Sirolo quasi si raddoppiano i chilometri. Ci sono persone anziane, bimbi piccoli, insomma a Porto Potenza Picena si e’ riformata la comunità’ ma con questa disposizione si ricomincia a penare. Oltretutto – rimarca Fasano – la struttura di Sirolo non e’ attrezzata perché’ non ci sono ne’ riscaldamenti ne’ aria condizionata e la sala da pranzo può’ ospitare al massimo 50 persone. La Regione Marche – conclude – dia risposte chiare a queste persone e non sbattendole da una parte all’altra”.

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