Sventola la bandiera della “Corea Unita” alle olimpiadi invernali di Pyeongchang

Pubblicato il 13 febbraio 2018 - da
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La sorella del dittatore della Corea del nord Kim Jong-un presente alla   cerimonia inaugurale. Primo timido  segnale di riappacificazione.

di Vito Nicola Lacerenza

Kim Yo-jong, l’unica sorella del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, è volata in Corea del Sud per presiedere alla cerimonia d’apertura delle olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018. Al suo arrivo, è stata ricevuta dal presidente di quel paese, Moon Jae-in, al quale ha consegnato una lettera scritta dal dittatore: è un invito a visitare Pyongyang, la capitale della Nord Corea. Un’ evento storico, senza precedenti, al quale ne è seguito un altro dal valore simbolico epocale: in occasione della cerimonia d’apertura dei giochi olimpici, gli atleti delle due Coree, nemici da tempo, hanno marciato sotto una sola bandiera: quella della “Corea Unita”. Hanno sfilato come un’ unica nazionale e così hanno partecipato alle prime competizioni. Niente di meglio per tranquillizzare il mondo sul rischio di un imminente conflitto nucleare, eppure gli osservatori si sono interrogati sulle ragioni che abbiano spinto il dittatore nordcoreano a mandare sua sorella oltre il 38°parallelo, il confine che separa le due Coree da 70 anni.

Potrebbe essere forse un espediente per attirare al massimo l’attenzione dei media internazionali sulla delegazione del paese comunista. Ma potrebbe anche essere un disperato tentativo di ottenere un alleggerimento delle pesantissime sanzioni economiche imposte dagli Stati uniti, che cpstringono i coreani del Nord a sacrifici e privazioni. Kim Yo-jong la sorella-ambasciatrice del dittatore è stata battezzata dai giornalisti l’ “Ivanka Trump” nordcoreana, paragonandola, per il lavoro svolto alla figlia del presidente americano: è lei a curare la propaganda del regime e organizzare gli eventi principali. A parte questa analogia, la distanza tra Pyongyang e l’asse dei “paesi capitalisti”, USA – Corea del Sud, impegnate nell’effettuare manovre militari congiunte a ridosso del 38° parallelo, è ancora abissale. Le immagini del missile nordcoreano, che ha sorvolato a bassissima quota la città giapponese  di Hokkaido, sono ancora fresche nella memoria di tutti e ricordano, anche durante i giochi di Pyeongchang, come l’arsenale nucleare di Kim Jong-un sia tutt’altro che smantellato.

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