Senegal. Oltre cinquantamila bambini torturati e costretti e chiedere l’ elemosina

Pubblicato il 11 febbraio 2018 - da
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In Senegal moltissimi maestri di scuole coraniche trasformano gli alunni in  mendicanti nullatenenti per appropriarsi delle elemosine.

di Vito Nicola Lacerenza

In Senegal, più di 50.000 bambini, la maggior parte dei quali di un’ età tra i 7 e 15 anni, è ridotta in schiavitù da  “maestri” del corano, chiamati marabut. A rivelarlo è un rapporto dell’organizzazione per i diritti umani Human Right Watch. Dati inquietanti, dietro cui si nasconde un’ antica tradizione del luogo: quella di mandare i bambini alla daraa, la scuola coranica, affinché apprendano i precetti dell’islam. È un desiderio comune tra le famiglie del paese africano, giustificato, il più delle volte, dalla convinzione che i propri figli possano essere sfamati meglio di quanto  non avvenga tra le mura domestiche. Solo una convinzione, appunto; perché la realtà è ben diversa. Lo studio della religione, in queste “scuole”, assume l’aspetto di un intervallo tra le interminabili camminate che le piccole vittime devono compiere quotidianamente, sotto il bruciante sole africano, alla ricerca di qualche spicciolo o di un po’ di riso da consegnare al marabut, rischiando, come di fatto accade, di morire travolti delle auto in corsa. Per un talibé, così vengono chiamati in Senegal gli alunni delle daraa, tornare a mani vuote, o quasi, vuol dire subire orrende torture.

«Una volta sono tornato senza elemosina e il marabut , dopo avermi legato i polsi, mi ha frustato con dei cavi elettrici per ore e ore. Ho ancora le cicatrici- ha raccontato Ousmane B., tredicenne, ex talibé- quando mi ammalavo non solo non ricevevo nessuna cura, ma non dovevo neanche azzardarmi a chiedere di riposare se non volevo essere picchiato- ha continuato il bambino- Nella scuola eravamo più di 70, dormivamo per terra e sotto le lamiere, esposti alle intemperie». È il motivo per cui  molti di loro preferirebbero dormine fuori; lo sanno bene i loro “maestri” che, appunto per questo, li incatenano per evitare che scappino. Proprio le catene, nel 2013, hanno impedito a nove talibé di mettersi in salvo da un incendio esploso nella loro baracca. Non è stato trovato nessun colpevole per quei nove corpicini carbonizzati. Sebbene, dal 2015, esistano delle leggi contro chi costringe i bambini a mendicare, i marabut, grazie anche all’influenza che esercitano nel Senegal, per il 95% musulmano, continuano a schiavizzarli, restando quasi sempre protetti. Alcuni di loro ritengono persino che questa pratica sia necessaria, per ragioni pratiche e morali: l’elemosina serve a provvedere al fabbisogno dei talibé, a pagare le bollette e, sopratutto, ad insegnare cos’è l’umiltà. Tranne rare eccezioni, le daraa sono come quelle descritte da Ousmane B: baracche completamente vuote, al punto da risultare impossibile che ci siano “bollette da pagare”.

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