Respirare l’aria più sana che c’è. In miniera

Pubblicato il 6 giugno 2016 - da
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Accade in Valle Aurina, dove tutto è possibile: passando nei tunnel di estrazione, si visita il Museo del rame di Predoi per arrivare al Centro Climatico, benessere a 1100 metri nel cuore della montagna.

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Roma, 06 Giugno – Entrare in miniera e respirare l’aria più salutare che ci sia in natura. Sembra una contraddizione, ma in Valle Aurina tutto è possibile. Perché qui, all’estremo settentrione dell’Alto Adige/Südtirol, c’è il Centro Climatico di Predoi, unico paradiso italiano della speleoterapia. Ovvero una forma di sostegno al respiro che si mette in pratica a 1100 metri nel cuore della montagna, in grotte naturali e miniere abbandonate, una terapia che sfruttando il microclima benefico soccorre in caso di debolezze delle vie respiratorie, dall’asma alla sinusite, dalle allergie all’enfisema polmonare. Una cura adatta a bambini e adulti, con una sola avvertenza: coprirsi bene, perché la temperatura è piuttosto bassa, costante a 9 gradi. E poi null’altro: soltanto respirare. “Io respiro” è il motto del Centro, in cui seduti in grotta su una comoda sdraio e coperti da un sacco caldo, si ascolta musica, si legge e si attende che l’aria pulita, priva di pollini e allergeni, faccia il suo dovere, un’ora e mezza al giorno con un’infermiera per ogni esigenza. E per i più piccoli, un gruppo di animatori esperti propone giochi e attività. Così quella che una volta era una miniera di rame che dava lavoro in questa regione in passato poverissima, anche da chiusa non smette di regalare risorse. Persino turistiche, perché la speleoterapia a Predoi può essere l’occasione per entrare nel passato. Una storia di fatica e drammi lunga 500 anni quella del Museo del Rame di Predoi, che gronda polvere d’acqua tra i riflessi azzurri del minerale, in una delle escursioni più note della Valle Aurina, amata dai bambini e dagli adulti per il senso d’avventura e il salto in un tempo che non esiste più. All’ingresso della galleria di St. Ignaz c’è ancora una casa di minatori, detta “del topografo”, che mostra come fosse la vita di chi vedeva così di rado la luce del giorno. Poi, con caschetto e impermeabile giallo, si sale a bordo del trenino che un tempo trasportava braccia e piccozze verso lunghe giornate di lavoro, e percorrendo i binari si punta dritto al cuore della montagna, con un tratto al buio proprio come una volta per poi entrare a piedi nei cunicoli e cercare un po’ del rame rimasto. Un’avventura che, a forza di recensioni a cinque stelle, si è guadagnata il certificato d’Eccellenza su TripAdvisor.

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