Provincia di Reggio Calabria, presentato “Universo della detenzione” con Lidu onlus

Pubblicato il 19 ottobre 2013 - da
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libroIl testo, curato da Domenico Alessandro De Rossi ( Lidu), passa in esame i diritti umani e civili del detenuto, le possibilità di recupero, la rieducazione del condannato, le opportunità di studio, di lavoro e di cure mediche, nel rispetto dell’artico 27 della Costituzione

 Roma, 19 ottobre – Le inumane condizioni dei detenuti in Italia al centro della conferenza stampa di presentazione del libro “Universo della  detenzione”, edito da Mursia e curato dall’architetto Domenico Alessandro De Rossi, responsabile nazionale per il progetto carceri della Lidu (Lega Italiana Dei Diritti dell’Uomo), presentato giovedì scorso a Palazzo Foti, sede della provincia di Reggio Calabria. L’iniziativa si inserisce in una serie di eventi voluti dal presidente del consiglio Antonio Eroi con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica  sui problemi legati al sovraffollamento carcerario e alla cattiva gestione in  termini di rieducazione del detenuto. Emergenza tanto grave da aver prodotto nel gennaio del 2013 una sanzione da parte della Corte di Strasburgo ai danni dello Stato italiano con la cosiddetta sentenza Torreggiani . “L’universo della detenzione ha raggiunto livelli di inefficienza assolutamente intollerabili e illegali” – ha spiegato Eroi in apertura dell’incontro con i giornalisti – “ La dimostrazione arriva dalle numerose condanne da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il nostro Paese è stato richiamato a più riprese dal Consiglio d’Europa – ha sottolineato Eroi – E’ un problema che impone l’intervento immediato dello Stato per interrompere questa infame tortura umana”. Una necessità che Eroi, che ha messo alla base del suo messaggio politico la tutela dei diritti umani, segnala da molto tempo, con eventi, appuntamenti e con la produzione di un cortometraggio girato in carcere e presentato a Strasburgo e Parigi dal titolo ‘Hakuna Matata’.  In questi ultimi giorni, dopo il messaggio alle Camere del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede con urgenza di considerare indulto ed amnistia per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, si pone con forza anche la necessità di ripensare il sistema penitenziario italiano in termini strutturali.   Il carcere è anche il luogo, lo spazio, il perimetro, l’ambiente, l’edificio dove si è reclusi. E lo spazio vitale è un elemento che agisce concretamente sulla persona. Ne è convinto l’architetto De Rossi che assieme a qualificati esperti si inserisce nell’attuale dibattito: “L’Italia è una nazione formidabile, in tanti settori, ma tra il dire e il fare nascono tante difficoltà – ha detto De Rossi –.

cella L’universo carcerario è orribile e non solo non considera la pena in un’ottica rieducativa, ma calpesta senza ritegno la dignità umana negando ogni possibilità di futura riabilitazione”. Corredato da disegni e fotografie di progetti italiani e stranieri, il volume di 350 pagine tocca diversi aspetti: storici, culturali, sociali, umani e architettonici. Scritto anche da Luciano Bologna, Fabrizio Colcerasa, e Stefania Renzulli è suddiviso in dieci capitoli di cui otto redatti dallo stesso De rossi: “L’architettura penitenziaria dovrebbe essere approfondita affinchè sia una specializzazione che porti al miglioramento trasformando la permanenza in carcere  da sofferenza in opportunità”.

 

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