Premio Giulio Questi prima edizione

Pubblicato il 14 giugno 2016 - da
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Casa del Cinema di Roma, 15 giugno 2016 a partire dalle h. 20:00

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Si tiene a Roma, presso la Casa del Cinema la sera del 15 giugno 2016 – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – il Premio Giulio Questi, evento internazionale di cortometraggi realizzati in digitale (sia con videocamere professionali che con cellulari e smartphone). Il Premio, dedicato al regista, sceneggiatore e scrittore scomparso nel 2014, autore, tra gli altri di Se sei vivo spara (vero e proprio cult-movie del western all’italiana) e di La morte ha fatto l’uovo, nasce da un’idea della moglie Diana Donatelli, con l’intento di promuovere e sostenere opere di giovani autori e si rivolge ad autori italiani e stranieri maggiorenni che non abbiano superato i 27 anni di età. La serata, che avrà inizio alle ore 20:00 vedrà la proiezione di Ingorgo Diacronico, video realizzato nel giugno 2014 da Giulio Questi, quindi la proiezione del docufilm Il cinema digitale secondo Giulio Questi, realizzato da Stefano Consiglio. Alle ore 22:00 laproclamazione del vincitore del Premio di 3.000 euroLe opere saranno valutate da una Giuria composta dal presidente, Enrico Ghezzi e da Stefano Consiglio, Alberto Muciaccia, Silvia Napolitano e Francesco Cordio, che sceglierà tra i 5 finalisti il corto vincitore. Cinque i cortometraggi finalisti del Premio, che saranno tutti proiettati durante la serata alla Casa del Cinema. Il francese “Mamie, qu’est-ce que tu fais la?!“, di Pierrick Chopin e Corentin Romagny. Quindi “Bosque Muerto” della regista venezuelana Lorena Colmenares , che racconta di un uomo che, per il timore che il suo crimine venga scoperto, cerca di nascondere le prove in una strana foresta che custodisce un segreto spaventoso. Terzo cortometraggio l’austriaco “L’ultimo dolce di Carlo Cantuccio“, di Alexander Peskador. Quasi tutti sono stupiti dal fatto che il famoso scrittore Carlo Cantuccio, che negli anni precedenti era sempre stato felice della sua torta di compleanno, al suo quarantacinquesimo compleanno è stato improvvisamente colto dal panico alla vista del dolce… Quindi l’iraniano “Breath“, della ventitreenne Mona Moradi, che racconta come nel mezzo di una guerra un feto sogna il mondo che vorrebbe. Chiude la cinquina l’italiano “Crossroads“, di Marco Napoli. Si può giocare con il proprio destino fermando dettagli a volte insignificanti nella routine quotidiana. Carpire quei dettagli, così sfuggenti, per offrirli all’immaginazione che li trasforma in realtà e lasciarsi andare a ciò che ne scaturisce sapendo che può essere la felicità.

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