Pinot Nero e Hofstatter: nasce un nuovo Grand Cru altoatesino

Pubblicato il 29 ottobre 2015 - da
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Appena lanciata sul mercato la prima etichetta di “Ludwig Barth von Barthenau Vigna Roccolo”, vino proveniente dalla particella di Pinot Nero più antica della tenuta Barthenau e della vocata zona di Mazon

B-0786-neumarkt-mazon-egna-mazzon-750x375Bolzano, 29 ottobre- Dopo aver legato indissolubilmente il suo nome ai vitigni Pinot Nero e Gewürztraminer, il produttore Martin Foradori Hofstätter arriva sul mercato con un’altra selezione: il Pinot Nero “Ludwig Barth von Barthenau Vigna Roccolo”. Da decenni la famiglia Foradori Hofstätter coltiva con grande passione e maestria questa nobile varietà: con questa nuova etichetta sono state sottolineate le sfumature del vigneto più antico del territorio di Mazon. La Vigna da cui prende il nome il vino, appunto, si trova nel cuore di Mazon, mentre il termine “Roccolo” ricorda la classica torretta che veniva utilizzata per l’uccellagione. La trascrizione di questo antico nome nel catasto fondiario è rimasta inosservata per decenni e solamente grazie al caso è stata riscoperta di recente. È il vigneto più antico di Mazon, della stessa epoca di quello storico di Ludwig Barth von Barthenau, risalente alla fine del 19° secolo e reimpiantato dal nonno di Martin Foradori Hofstätter nel 1942. La Vigna Roccolo viene ancora oggi coltivata con la classica Pergola altoatesina e grazie alla oramai anziana età dei ceppi, la resa per ettaro non supera mai i 35 ettolitri per ettaro. Seguendo la tradizione Hofstätter nel contraddistinguere i propri Cru e renderli inconfondibili, l’etichetta oltre al nome catastale della particella porta anche la menzione Vigna. Questa dicitura in Alto Adige garantisce la provenienza del vino da una particella ben definita, anche a ulteriore garanzia della sua origine. Il Pinot Nero e la zona di Mazon sono strettamente legati alla famiglia Foradori Hofstätter. Alla fine degli anni ’30, il nonno di Martin acquistò tre masi con annessi terreni dai discendenti di Ludwig Barth von Barthenau. Quest’ultimo era un chimico con cattedra a Vienna che nell’Ottocento portò il Pinot Nero nei suoi vigneti sull’altopiano di Mazon. Nel 1959 Paolo Foradori, padre di Martin, vinificò il suo primo Pinot Nero. Questo in controtendenza rispetto agli altri produttori dell’Alto Adige, dove, a quell’epoca, dominava la varietà d’uva Schiava. I successi di Paolo Foradori ben presto hanno condizionato le scelte dei vignaioli confinanti, che a loro volta hanno concentrato le loro forze su questo vitigno. Oggi la zona di Mazon è una delle poche aree viticole dell’Alto Adige in cui domina un vitigno mentre in altre zone si punta ancora su tipologie diverse. A Mazon, invece, ci si concentra quasi esclusivamente sulla varietà che dà i frutti migliori. Grazie al lavoro della famiglia Foradori Hofstätter, il nome rinomato dell’altopiano di Mazon  è così diventato sinonimo di eccellenza nella produzione del Pinot Nero. Con la vendemmia 2012 è nata questa nuova etichetta, destinata a sottolineare ulteriormente il legame della famiglia con questo grande vitigno a livello mondiale.

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