Morta Marina Ripa di Meana. Una vita di amore per la libertà, la bellezza e le battaglie. L’ultima, contro il cancro

Pubblicato il 7 gennaio 2018 - da
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Si è spenta a Roma, all’età di 76, Marina Ripa di Meana, dopo aver combattuto per sedici anni contro il cancro.

di Vito Nicola Lacerenza

Si è spenta a Roma, all’età di 76, Marina Ripa di Meana, dopo aver combattuto per sedici anni contro il cancro. Questa, però, è stata solo l’ultima delle sfide che hanno scandito la sua vita movimentata. La difesa dell’ambiente, l’esaltazione della bellezza, la difesa degli animali e la sua protesta contro il nucleare. Battaglie di civiltà da lei stessa definite “marinesche”, perché non legate a qualche iniziativa politica, ma dettate solo dal suo spirito libero. «Le battaglie mi sono venute per l’amore che ho per la mia libertà» – ha detto in una delle sue ultime interviste. E proprio questo amore ha guidato la sua esistenza “senza fatica” e in maniera “così liscia e sciolta”. Lo dimostra la facilità con cui ha saputo cimentarsi con successo in vari settori: stilista, poi regista e alla fine scrittrice e attrice.

Tutto per rincorrere ciò in cui ha sempre creduto, la bellezza, che lei ha cercato tanto, nell’arte come negli uomini. Amica dello scrittore Moravia, del regista Pasolini, amante e convivente del pittore Franco Angeli, Marina Ripa di Meana ha sempre “visto la bellezza da per tutto”, anche negli anni più bui della sua vita, in cui il cancro le ha portato via le forze, abbattendola nel fisico. Eppure, la contessa, malgrado le avversità che per anni l’hanno tormentata, non ha mai perso la sua vitalità ed è riuscita a trovare “il bello” anche dove, apparentemente, sembrava impossibile. Perfino nella malattia. «La vita è molto più bella quando hai dei cali- ha spiegato – anche  se sei malata ci sono dei momenti in cui tu apprezzi di più la vita. Quando stai troppo bene non rifletti, invece, dopo, non è più così, ed è bello questo». Con lei se ne va l’immagine di una donna che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava o che faceva, pur correndo il rischio di essere criticata.

Viene da pensare alla sua ammissione, durante una trasmissione radiofonica, di essersi prostituita per comprare della cocaina ad uno dei suoi amori, Franco Angeli. Si potrebbe discutere all’infinito sul modo in cui Marina, che l’avvocato Gianni Agnelli ha definito “la donna più bella del mondo”, abbia condotto la sua vita: libera, a volte eccessiva, altre volte esemplare per la sua franchezza e coerenza. Ognuno giudicherà seguendo la propria coscienza in piena liberà. Quella stessa libertà con cui Marina Ripa di Meana ha vissuto fino alla fine.

 

 

 

 

 

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