Milano, urge risanamento Pio Albergo Trivulzio

Pubblicato il 16 marzo 2015 - da
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L’assessore Majorino riferisce disponibilità del Comune ad un confronto sull’adeguamento delle rette nella misura in cui Regione Lombardia faccia lo stesso per la quota sanitaria di sua competenza “L’ente ascolti le lamentele dei cittadini”


pio_albe9Milano, 16 marzo  – “Le gravi mancanze denunciate oggi dai parenti degli ospiti del Pio Albergo Trivulzio e della Rsa via Pindaro sono il risultato di inadempienze inaccettabili di cui la direzione  deve rispondere. È inammissibile che anche a fronte delle risorse versate dal Comune, non siano assicurate nemmeno le dotazioni igienico-sanitarie necessarie alla cura e all’assistenza, in condizioni di salute e dignità della persona, il cui rispetto troppo spesso è stato messo da parte”.  Queste le parole dell’assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute, Pierfrancesco Majorino durante la Commissione consiliare di questo pomeriggio dedicata all’audizione dei parenti degli ospiti del Pio Albergo Trivulzio e della Rsa Pindaro, gestita dallo stesso ente.
“Le carenze denunciate oggi – ha spiegato l’ assessore Majorino – insieme alle vicende vissute dall’ente, fino a tre anni fa sull’orlo del fallimento, evidenziano la necessità di proseguire senza indugi sul terreno del suo risanamento, ad esempio attraverso la vendita di immobili come quello di via della Spiga incredibilmente non posti sul mercato dal vecchio CDA ”.
“Per quanto ci riguarda – ha proseguito Majorino – siamo disponibili ad un confronto sull’adeguamento delle rette nella misura in cui Regione Lombardia faccia lo stesso per la quota sanitaria di sua competenza e sempre più incisiva nella formulazione delle prestazioni. Nella gestione delle Rsa di proprietà comunale invece posso dire fin da ora che ci sarà un cambiamento e che il nuovo bando per la gestione delle cinque strutture di proprietà del Comune terrà conto delle osservazioni sui disservizi denunciati dai parenti ed eviterà cortocircuiti formali, per cui formalmente non ci sono mancanze, ma poi il servizio è pessimo o peggio inesistente. Una riflessione andrà poi fatta sul tasso di presenze dei lavoratori dipendenti dall’ente affinché ciascuno si prenda la sua parte di responsabilità”. “Ritengo infine che se si vuole superare ciò che il Pio Albergo Trivulzio è stato per anni – ha ricordato l’assessore – è necessario fare il salto in avanti  e scommettere su una nuova configurazione che più volte abbiamo detto può nascere solo dalla fusione dell’ente con il Golgi Redaelli”.

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