Lotta alla ludopatia: l’impegno di Lazio, Marche e Lombardia

Pubblicato il 24 marzo 2017 - da
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La Regione Lazio lancia quello che definisce “il più grande piano italiano” contro il gioco azzardo patologico: più di 14 milioni di euro su prevenzione e assistenza. Grazie ai gestori degli esercizi commerciali che aderiranno alla campagna ‘NoSlot’, lanciamo il marchio ‘SlotFree’ per liberare quartieri, città e la vita di tante persone. Diciamo basta al gioco d’azzardo patologico! Nel Lazio con ‘NoSlot’ 80 sportelli regionali di informazione e prevenzione su tutto il territorio”.


Si tratta di un Piano regionale biennale da 14,4 milioni per combattere il gioco d’azzardo patologico (GAP). Secondo i dati 2015 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato il Lazio è la seconda regione italiana per spesa in gioco (oltre 7 miliardi), per numero di sale gioco (più di 500) e per macchinette da gioco (quasi 50mila terminali tra slot e videolottery). “Si tratta di un’autentica emergenza sociale”, spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali, sicurezza e sport, Rita Visini.
“L’’azzardo – spiega l’assessore – è una forma di schiavitù per le persone, disintegra le famiglie e le comunità ed è terreno fertile per gli affari della criminalità organizzata. Dopo l’approvazione della legge contro il gioco patologico e dopo l’apertura di 80 sportelli regionali di informazione e prevenzione su tutto il territorio, la Regione Lazio punta a diventare un’istituzione all’avanguardia nel contrasto all’azzardo, portando i finanziamenti no-slot da 2,5 milioni del biennio 2015-2016 a 14,4 milioni per il 2017-2018. Con questo Piano regionale potenzieremo i servizi esistenti, ne apriremo di nuovi, investiremo sull’integrazione sociosanitaria e sulle azioni educative nelle scuole”. Le risorse per l’attuazione del Piano regionale no-slot arrivano in parte dal fondo sanitario regionale (9,6 mln) e in parte dal nuovo fondo antiazzardo messo a disposizione delle Regioni dal Ministero della Salute (4,8 mln). In particolare, 9,9 milioni saranno destinati alle attività di cura e riabilitazione. Di questi, 9 milioni andranno al potenziamento dei servizi sociosanitari e dei servizi per le dipendenze e all’istituzione di una o più strutture specialistiche riabilitative a carattere regionale per chi ha bisogno di allontanarsi dal proprio ambiente di vita per superare la dipendenza dal gioco compulsivo. I restanti 900mila euro saranno invece utilizzati per l’istituzione di un Centro regionale per il contrasto al sovraindebitamento e all’usura legati al gioco d’azzardo, che sarà gestito da uno degli enti accreditati dalla Regione. Per le azioni di prevenzione saranno invece impiegati 2,8 milioni: sono previsti il rifinanziamento e l’implementazione degli sportelli no slot attivati in tutti i distretti del Lazio, il lancio di una nuova campagna di comunicazione sociale, la promozione di attività educative nelle scuole del Lazio e il potenziamento del numero verde regionale. I rimanenti 1,7 milioni andranno infine per il rafforzamento delle azioni previste dalla legge regionale: 600mila euro finanzieranno un percorso formativo per tutti gli operatori sanitari, sociali e del terzo settore finalizzato alla conoscenza del fenomeno del GAP, 400mila euro saranno impegnati per la predisposizione e rilascio di un marchio “Slot free” per i gestori che rinunciano alle apparecchiature per il gioco d’azzardo nel proprio esercizio commerciale, 700mila euro andranno a finanziare le attività di ricerca dell’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’azzardo e il funzionamento dei tavoli tecnici territoriali contro il rischi di dipendenza dei giocatori.
Rispecchia lo scenario nazionale anche la situazione delle Marche sulla problematica dipendenze: i dati dell’Osservatorio Regionale Dipendenze (istituito presso l’Agenzia Regionale Sanitaria della Regione) confermano un aumento dell’uso di droga, alcol o gioco patologico. Nell’ultimo decennio sono aumentate da 4852 nel 2005 a 5420 nel 2015 le richieste di aiuto al problema sostanze stupefacenti rivolte ai Servizi territoriali per le Dipendenze Patologiche dell’Asur Marche.  In maniera consistente si sono aggiunte persone con problemi di alcol: da 1231 nel 2005 a 1640 nel 2015. Le persone con dipendenze comportamentali da gioco patologico o da tecnologie digitali, sono aumentate da 406 nel 2014 a 418 nel 2015. L’eroina è la sostanza di dipendenza prevalente per 3940 casi con una riduzione del consumo per via iniettiva e significativa la presenza di altre sostanze: cannabinoidi (860 persone), cocaina (590 casi) e uso concomitante di più sostante stupefacenti e alcoliche. Altro dato, la compresenza di più dipendenze: all’uso di sostanze si aggiunge quella da gioco e  tecnologie digitali. La ludopatia o gioco d’azzardo patologico (Gap) si configura come un fenomeno prevalentemente maschile: nel 2015 e 2014 rispettivamente 344 e 346 casi di uomini a fronte di 74 e 60 femmine. Soffrono di dipendenze, e per questo si rivolgono ai Servizi, persone di ogni età, genere, provenienza ed estrazione sociale, soggetti con problemi, anche gravi, di salute sia fisica che psichica. Mentre per la dipendenza da gioco i dati mostrano una “trasversalità” del fenomeno che tocca sia la popolazione giovanile che adulta e anziana, per la dipendenza da sostanze e da alcol emergono alcune specificità: si registra un incremento dei soggetti con una problematica di sostanze stupefacenti in età “giovanissima” (meno di 15 anni e tra i 15 ed i 19 anni) passati da 313 nel 2014 a 368 nel 2015, parallelamente alla presenza, sempre più consistente, di persone in età avanzata (un progressivo invecchiamento dell’utenza in carico con bisogni non solo socio-sanitari ma sempre più di tipo assistenziale). Rispetto alle sostanze alcoliche è basso e senza variazioni di rilievo il numero dei giovanissimi che, nel corso degli ultimi anni, si sono rivolti ai Servizi nelle Marche: nel 2015, 4 casi con meno di 19 anni e 50 casi di età tra i 19 e 29 anni. Anche per l’alcol è in atto un processo di cambiamento: diminuisce il consumo tradizionale basato sull’assunzione moderata di vino più diffusa negli anziani, e aumenta il consumo occasionale che coinvolge i più giovani, di entrambi i sessi, per i suoi effetti psicoattivi. Tra i diciottenni nelle Marche si propaga il ‘binge drinking’ o ‘abbuffata alcolica’, il consumo di molto alcol in un breve arco di tempo frequentando discoteche e aumentando il rischio di incidenti stradali.  Per questi motivi il Consiglio regionale ha approvato una proposta di legge sulle ludopatie e dipendenza da nuove tecnologie e social network (L.R. 3/2017). E’ centrata sulla prevenzione e cura di tutte le dipendenze da gioco lecito: divieto di qualsiasi forma di pubblicità del gioco e  controllo affidato ai Comuni per il rispetto delle distanze fra apparecchi per il gioco e le scuole, gli istituti bancari e postali, i compro-vendo oro e tutti i luoghi frequentati da minori, giovani e anziani. La Regione investirà circa 4 milioni di euro in due anni per finanziare il piano d’intervento con l’istituzione del Logo “No Slot” che valorizza chi non installa congegni per il gioco e ogni anno verrà dedicata una giornata al tema. La strategia della Regione per un fenomeno così articolato e in mutamento, è creare un sistema sociosanitario integrato (pubblico e non profit) di servizi ambulatoriali, residenziali e semi residenziali, supportato da una costante analisi per prevenire le dipendenze e fornire una risposta alla pluralità del bisogno di cura.
L’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Difesa del suolo, Viviana Beccalossi, ha invece messo in luce una best parctice in Lombardia: “I Comuni della Val Trompia sono in prima linea nell’applicare la legge regionale contro il gioco d’azzardo patologico. E non mi riferisco solo al ‘coraggio’ di sanzionare chi detiene slot machine senza rispettare le regole delle distanze minime dai luoghi sensibili, ma anche nel portare avanti azioni di comunicazione e sensibilizzazione per i cittadini, a partire dalle scuole e dagli oratori”. Partecipato ai lavori dell’incontro “La disciplina dei video giochi: normativa e casi pratici nei controlli amministrativi e penali”, organizzato a Lumezzane dal Comando di Polizia locale, al quale hanno partecipato diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali della Valle, l’assessore della Lomabradia ha tenuto a ricordare che  “a Lumezzane, come in tutta la Val Trompia la sensibilita’ sul tema del contrasto al fenomeno ludopatia è tra le piu’ alte di tutta la Lombardia. Un esempio concreto, oltre alla meritoria attivita’ della Polizia locale, arriva dalle tante iniziative messe in campo grazie al progetto ‘Slot off life on’, presentato dalla Comunita’ montana e finanziato da Regione Lombardia con 50.000 euro”.
In provincia di Brescia sono in totale nove i progetti ‘premiati’ dalla Regione grazie al Bando per le azioni di contrasto alla ludopatia finanziate nel biennio 2015-16. Quello attivato dalla Comunita’ montana Valle Trompia ha coinvolto, tra gli altri, 18 Comuni, gli istituti superiori Primo Levi e Carlo Beretta e l’Agenzia formativa don Tedoldi. Sono stati organizzati circa 30 interventi di informazione e sensibilizzazione e azioni di formazione condotte nelle scuole. Inoltre, e’ stata effettuata la mappatura di tutti gli esercizi dotati di slot sul territorio. “La nostra battaglia contro quella che non esito a definire come la droga del terzo millennio – conclude Viviana Beccalossi – non si ferma. Abbiamo appena finanziato un secondo Bando da 2 milioni di euro per continuare il lavoro anti ludopatia sul territorio. A questo proposito, invito tutti i Comuni a partecipare con idee e progetti, che potranno essere presentanti alla Regione fino al 14 aprile”.

Fonte: regioni .it

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