Lione di Davide Moroni, con il contributo di Paolo Galliani

Pubblicato il 29 giugno 2016 - da
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Terza città della Francia, Lione è un luogo dai mille volti, capace di offrire al turista numerosi e diversi motivi per visitarla. Al riconosciuto valore storico-artistico di Lione – nel 1998 il centro della città è stato nominato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO – si aggiungono diversi ambiti in cui gioca un ruolo da protagonista: capitale gastronomica della Francia, città della seta, delle luci e dei murales (oltre cento sugli edifici di diversi quartieri) e, da qualche anno, anche punto di riferimento per l’architettura contemporanea. Dalle rovine romane di Fourvière ai vicoli medievali della Vieux Lyon, dagli eleganti viali ottocenteschi della Presqu’île, il centro vero e proprio sviluppatosi elegantemente sulla stretta lingua di terra tra i due fiumi della città, il Rodano e la Saona, al vecchio quartiere dei tessitori di seta sulla collina della Croix-Rousse. Senza dimenticare il quartiere periferico di États-Unis con i suoi giganteschi murales, il grande Parc de la Tête d’Or e, naturalmente, la Confluence, la zona “nuova” della città, in cui spicca l’innovativo Musée des Confluences, che, aperto nel 2014, accoglie circa 500 mila visitatori all’anno. Il dinamismo culturale di Lione si traduce anche in numerosi eventi: da Les Nuits Sonores a Les Nuits de Fourvière, da La Biennale de la Danse alla più famosa Fête des Lumières, principale festa cittadina lionese che a ogni appuntamento convoglia oltre 3 milioni di persone. Risalente al 1852, quando i lionesi, nel giorno dell’Immacolata Concezione, misero alle finestre delle candele dentro a vetri colorati per celebrare l’inaugurazione della statua della Vergine Maria; nel 1989 il Comune decise di dare nuova linfa a questa tradizione, promuovendo alcune installazioni luminose su diversi edifici e monumenti della città, curate da professionisti e artisti. Lione è una festa per gli occhi ma anche per la gola: qui infatti si trovano oltre 2.000 ristoranti, di cui 19 stellati, guidati dagli chef più rinomati al mondo. Ma anche numerosi bouchons, le osterie tradizionali, in cui l’atmosfera è rimasta come ai tempi dei canuts (i tessitori di seta), con tovaglie a quadri e, in alcuni casi, panche al posto delle sedie, e una cucina molto sostanziosa, che combina ingredienti poveri con la tradizione borghese. E se Lione non dovesse bastarvi, potete sempre scegliere di visitare i vicini borghi medievali di Pérouges e Bourg-en-Bresse, i vitigni del Beaujolais, l’architettura contemporanea di Saint-Étienne, le rovine romane di Vienne, le bellezze naturali del Parc du Pilat e delle Gorges de la Loire, oppure, ancora, una meta gourmet come Valence.

Davide Moroni lavora da anni come freelance nel settore editoriale, occupandosi soprattutto di viaggi. Per Morellini Editore ha pubblicato “In viaggio sul sofà” (2014), “Bilbao” (2015) e “Oslo” (2016), oltre a curare gli aggiornamenti delle nuove edizioni delle guide della collana Low Cost. Di recente ha pubblicato “Self-publishing: istruzioni per l’uso” per Editrice Bibliografica (2015).

Paolo Galliani, giornalista di viaggio ed esperto del territorio francese. E’ firma de “Il Giorno” e delle più prestigiose testate di turismo italiane. Scrive per il sito “Voglia di Francia” da lui fondato

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