Lidu onlus, illegittima la nuova legge in Polonia che nega la memoria dei campi di concentramento

Pubblicato il 3 febbraio 2018 - da
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La Lidu onlus contesta con forza la legge approvata in Polonia che impedisce la memoria dell’inferno che ha rappresentato  Auschwitz per gli ebrei

di Oreste Bisazza Terracini

vice Presidente Lidu onlus

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo sente il dovere di intervenire in merito alla legge approvata dal Parlamento polacco, il 26 gennaio scorso, vigilia del giorno della memoria, alla Camera dei deputati, e il 1 febbraio al Senato.

La nuova norma prevede fino tre anni di carcere pe chi dovesse indicare Auschwitz , oppure  Birkenau, o altri luoghi di sterminio nazisti, ubicati in Polonia, come campi della morte polacchi.

A parte il fatto che la circostanza che molti campi fossero ubicati in territorio polacco rende perfettamente corretta la indicazione campi polacchi, e ciò anche se, come notorio, tali campi fossero stati impiantati e gestiti dai nazisti tedeschi, è altrettanto innegabile che tale legge venga più che indirettamente a costituire una ulteriore espressa manifestazione di antisemitismo, che è un fenomeno da secoli esistente e persistente in una notevole parte della opinione pubblica polacca.

Ed è altrettanto innegabile che tale norma possa mettere in discussione il libero dibattito sulla persecuzione degli ebrei posta in essere in Polonia, non solo dai tedeschi, ma anche da un consistente numero di componenti della popolazione locale.

Così come un elevato numero di cittadini polacchi, 6.706 ufficialmente riconosciuti, ha aiutato ebrei a nascondersi o fuggire durante le persecuzioni naziste.

La Lega non può che confermare, ribadire e insistere nell’affermare il diritto e dovere di mantenere e sostenere la memoria di quanto sia criminalmente avvenuto in danno degli ebrei; dovunque sia avvenuto e da chi tali efferate azioni siano state commesse o abbia aiutato a commettere, siano essi stati tedeschi, polacchi, italiani o appartenenti a qualsiasi altra cittadinanza.

Auspichiamo che il presidente Andrzej Duda , capo dello Stato polacco, si rifiuti di firmare la ratifica di questa legge, perché la verità obiettiva deve conservare spazio nella memoria di tutti i cittadini del mondo.

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