LIDU ONLUS Comitato di Roma”L’infanzia svantaggiata. Nathan, Montessori e gli altri, ieri e oggi”

Pubblicato il 14 giugno 2017 - da
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L’infanzia svantaggiata. Nathan, Montessori e gli altri, ieri e oggi: questo il tema dell’incontro di martedì 13 giugno presso la sede nazionale della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo per ripercorrere attraverso il testo, edito da Fefè Editore, le teorie pedagogiche che furono anche del primo presidente della LIDU: Ernesto Nathan

Di  Marzia Michetti

 

Sembrava di percepire concretamente lo spirito laico che animava il fondatore della Lega Italiana dei diritti dell’uomo Ernesto Nathan, ieri sera durante la presentazione del libro L’infanzia svantaggiata e Maria Montessori – esperienze psicopedagogiche, educative e sociali dal ‘900 ad oggi. Durante l’incontro, che si è tenuto ieri presso la sede nazionale della Lidu onlus a Roma, si è dato ampio spazio  al testo curato da Giovanna Alatri, che consta di undici piccoli saggi e ripercorre la storia e l’applicazione del pensiero e del metodo elaborato agli inizi del secolo scorso dalla dottoressa Maria Montessori, una delle prime donne in Italia a laurearsi in Medicina e ideatrice del rivoluzionario metodo pedagogico noto e diffuso in tutto il mondo con il suo nome. Un metodo che mettendo il bambino al centro del sistema educativo non più visto come un piccolo adulto de-potenziato, ma  come “essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali”, ha rappresentato quella che viene definita una vera e propria rivoluzione copernicana nella storia della pedagogia.  Un metodo che è stato immediatamente compreso e  attuato dall’allora sindaco di Roma, un illuminato Ernesto Nathan e che purtroppo, come troppe volte accade, è stato molto più valorizzato e attuato nel mondo anglosassone piuttosto che in patria.

Erano presenti tre degli autori dei saggi contenuti nel libro: il dottore di ricerca Renato Foschi, docente di Psicologia presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma La Sapienza;  la dottoressa Giovanna Alatri, pedagogista ed insegnante, collaboratrice del Museo Storico della Didattica Marco Laeng di Roma e  studiosa di Maria Montessori; la dottoressa Nadia Ciani, appassionata di storia contemporanea. E’ intervenuta anche la professoressa Paola Trabalzini della LUMSA e componente del Centro Studi dell’Opera Nazionale Montessori; Marisa Belluscio,rappresentante di Save the Children. E’ stata colta l’occasione per ricordare l’impegno di uno tra gli altri autori del libro, recentemente scomparso: il professor Morris L. Ghezzi, avvocato e ordinario di Filosofia e Sociologia del Diritto presso l’Università degli Studi di Milano.

Ha partecipato anche Leonardo de Sanctis, Fefè Editore, che con il suo coraggioso impegno editoriale, promuove e diffonde da anni opere di pregio, nel difficile contesto dell’editoria italiana, in cui le piccole e medie case editrici lottano quotidianamente per la sopravvivenza, contro i giganti del settore.

In apertura della conferenza, il Presidente nazionale Antonio Stango ha ricordato la figura del sindaco di Roma (dal 1907 al 1913) fondatore della LIDU, sottolineando il contesto storico della Roma di inizio secolo in cui egli svolse la propria attività politica e sociale animato dalla volontà di emancipare una fascia piuttosto larga della popolazione dello stato post-unitario, soprattutto nelle zone più svantaggiate, come le borgate e l’agro romano,  in cui il livello di alfabetizzazione era veramente scarso. Erano anche gli anni del lavoro di Maria Montessori, in cui a Roma insieme a Nathan agivano anche altre straordinarie personalità come ad esempio Giovanni Cera e Sibilla Aleramo. Ernesto Nathan fu anche il fondatore della LIDU nel 1919, non più sindaco. A quasi cento anni di distanza, il messaggio di Nathan è  per noi ancora attuale ed importante. Esiste ancora l’infanzia svantaggiata e abbandonata, soprattutto tra gli immigrati ma non solo. Il presidente Stango ha colto l’occasione per una riflessione sui diritti  e sui doveri dell’uomo, in merito ai quali nel tempo si è perso quell’approccio mazziniano, che improntò l’opera di Nathan , personalmente legato a  Mazzini da amicizia di famiglia. Era un approccio basato soprattutto sui doveri dell’uomo, in modo particolare sui doveri degli uomini alla guida dello stato per promuovere i diritti di tutti gli altri, in specie i più svantaggiati. Promuovere, incoraggiare e  dare forza a persone che si trovano in condizioni di disagio molto gravi al fine di  consentire a ciascuno di raggiungere un buon livello di sicurezza sociale, benessere e istruzione: è quanto a un secolo di distanza, la LIDU ancora attua. Il presidente Stango ha ricordato inoltre il rapporto privilegiato che la LIDU vanta con l’istituto Superiore Leonardo da Vinci di Roma,  in cui si diplomò Maria Montessori.

Il Presidente del Comitato di Roma, l’avvocato Alessandro Gioia, moderatore dell’incontro, prima di lasciare la parola agli autori dei saggi raccolti nel libro, ha  illustrato brevemente come – attraverso il Progetto Scuola e Formazione – la LIDU metta a frutto il pensiero ereditato da Nathan, realizzando progetti all’interno delle scuole di ogni ordine e grado, dalla primaria alle medie inferiori e superiori. Tra le tante attività svolte, ha ricordato “Coloriamo la diversità” svolto presso l’Istituto Comprensivo di Via Ercole Marelli, periferia sud-est della capitale, che ha appena concluso la sua prima edizione con la consegna di circa 500 attestati di partecipazione agli alunni della scuola primaria. Il progetto, di cui è previsto seguito negli anni scolastici futuri, verte sull’integrazione, educando i piccoli al rispetto e alla valorizzazione delle diversità umane. Riprendendo l’argomento dell’incontro, Gioia ha sommariamente contestualizzato la figura di Nathan nel contesto storico in cui il sindaco di Roma, che fu anche Gran Maestro del GOI, operò. Gioia ha fatto notare la peculiarità di quel brevissimo arco di tempo, neanche due decenni tra il 1900 e il 1919, in cui non esistendo ancora i partiti politici di massa (ad eccezione del PSI nato nel 1892) e non potendo intervenire la Chiesa in ambito politico in virtù del non expedit, l’Italia sembrava avviata  a diventare uno stato laico, grazie anche all’apporto del pensiero massonico. La Libera Muratoria non ebbe mai tanta possibilità di azione sociale come in quegli anni. La promozione e l’elevazione dell’uomo sono i cardini del pensiero massonico. Gioia al riguardo ha voluto polemizzare con chi identifica la massoneria e il malaffare, i cappucci e i complotti. Tale processo tuttavia subì un brusco arresto nel 1919 con il patto Gentiloni e la nascita del Partito Popolare; la Grande Guerra e il ventennio fascista  bloccarono definitivamente tale opportunità.

La dottoressa Giovanna Alatri ha esposto il proprio contributo al libro rappresentato dal saggio Maria Montessori e l’educazione come rimedio ai mali sociali. ‘Purtroppo, pur essendo cambiati i bambini, non sono mai cambiati i problemi connessi all’infanzia: bambini malati, problematici, bambini che non vanno a scuola…’ ha esordito la Alatri affrontando la questione con particolare attenzione agli aspetti sociali legati al mondo dell’infanzia; dopo l’unità del paese, anche prima di Montessori, si ebbe un primo grande cambiamento: dal concetto di beneficenza e carità si passò ad un tipo di intervento sociale molto più interessante e fertile, che insisteva soprattutto sulla nutrizione e sull’educazione.

La dottoressa Paola Trabalzini ha esposto il tema Maria Montessori prima delle case dei bambini – la questione dei frenastenici tra antropologia e pedagogia, evidenziando soprattutto gli aspetti legati ai bambini con problematiche mentali e comportamentali. La Montessori fu la prima a puntare sull’integrazione, senza tuttavia arrivare a concepire le classi unificate.

Nathan e la questione educativa nella Roma di inizio Novecento è stato il contributo della dottoressa Nadia Ciani, dal quale emerge chiaramente la centralità della questione scolastica nell’amministrazione Nathan: soltanto l’istruzione e l’educazione avrebbero potuto trasformare i fanciulli in uomini consapevoli dei loro doveri verso se stessi. Proprio per questo Nathan sposò il metodo montessoriano.

Il professor Renato Foschi, autore del saggio L’esperimento della prime Case dei Bambini – Maria Montessori incontra i “Beni Stabili”, ha mostrato alcune fotografie di asili creati da Maria Montessori  e di case popolari volute da Nathan nei quartieri Testaccio e  San Lorenzo, che al loro interno avevano ambulatorio medico e asili. Il professore ha mostrato all’uditorio come una testimonianza preziosa, un piccolo biglietto del comune di Roma, autografo di Ernesto Nathan,  sul quale egli scrisse e firmò le dimissioni da sindaco.

La rappresentante di Save the Children,  Marisa Belluscio, ha ricordato il costante impegno dell’Associazione sul fronte dell’infanzia svantaggiata sia a livello internazionale che nazionale. Purtroppo, in Italia attualmente circa un milione di bambini e adolescenti vive in condizione di povertà assoluta.

L’incontro è terminato con un vivace dibattito nato tra un pubblico interessato e attento.

Promuovendo iniziative di alto livello come l’incontro di martedi 13 giugno, la Lega Italiana dei diritti dell’uomo, da quasi un secolo luogo di aggregazione e di elaborazione di progetti volti al bene e al progresso dell’umanità, si conferma fertile laboratorio di idee.

Qui di seguito il link per accedere all’intera registrazione del convegno  a cura di Radio Radicale

https://www.radioradicale.it/scheda/511564

 

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