Legambiente: maladepurazione costa 62,69 milioni di multa Ue

Pubblicato il 25 marzo 2017 - da
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Un quarto della popolazione del nostro Paese non è servito bene da servizi di depurazione. Lo evidenzia uno studio di Legambiente. Si tratta del rapporto di “Nuova Ecologia”, la rivista di Legambiente.

Si indicano inoltre 104 agglomerati urbani coinvolti da provvedimenti di condanna della Corte di Giustizia europea. Il 63% delle infrazioni relative alla condanna del 2012 riguarda la Sicilia. Comunque sono molte le regioni interessate: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sicilia, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta, Veneto e Piemonte.

Legambiente ricorda quindi le sanzioni dell’Unione Europea all’Italia per mancata depurazione: “Oltre alla sentenza di condanna del 2012, c’è quella del 2014, una terza procedura di infrazione europea ancora in corso per il mancato rispetto della direttiva 91/271 sulla depurazione degli scarichi civili. Ci sono poi 62,69 milioni di euro di multa comminata dalla Commissione Ue all’Italia e i 347mila euro per ogni ulteriore giorno di ritardo. Si arriverebbe così a pagare oltre 185 milioni di euro solo nel primo anno, oltre ovviamente al costo degli interventi”.

“Poco rassicuranti anche le analisi sulle acque – si legge nel Rapporto di Legambiente -: nel 2016, su 265 campioni di acqua analizzati da Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato con cariche batteriche, elevate specialmente in prossimità di foci, fossi e canali, per mancanza di depurazione e scarichi illegali. Le situazioni più critiche sono state riscontrate in Calabria, nelle Marche e in Abruzzo”.

Siamo soprattutto in ritardo nel settore della depurazione, con problemi relativi agli scarichi inquinanti civili e industriali e ai depuratori mal funzionanti che per altro causano danni all’ambiente e all’economia.

Nell’inchiesta di Legambiente ”Depurare è meglio” realizzata da ”la Nuova Ecologia”, si fa il punto su ritardi, sprechi e buone pratiche.

Sono ben settantasette gli agglomerati urbani ancora non conformi, distribuiti in Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia e Sicilia, regione dove si concentra il 63% delle infrazioni. Altri 27 centri urbani non sono ancora a norma rispetto alla seconda condanna della Corte, risalente al 2014, per cui potrebbero arrivare altre sanzioni relative a Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle d’Aosta, Veneto, Piemonte e, ancora, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Come se non bastasse, è stata aperta anche una terza procedura di infrazione.
Quindi per Legambiente  è “urgente affrontare l’emergenza maladepurazione considerata er troppo tempo l’ultima delle priorità”. Basti pensare che in Italia la maladepurazione ci costa 62,69 milioni di euro di multa Ue e 374mila euro al giorno per ogni ulteriore giorno di ritardo.

Fonte :regioni.it

 

 

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