L’arteterapia al servizio di tutti

Pubblicato il 6 ottobre 2015 - da
0 0 0 No comments

Intervista a Liliana Brivio del Direttivo ArTea Arteterapeuti Associati

Di Francesca Rossetti

LOGO-ARTEA-sett-2006Roma, 6 ottobre- Da sempre qualsiasi forma d’arte è espressione di bellezza, cultura e al tempo stesso può essere utilizzata per il superamento di patologie stati d’animo negativi. Ecco cosa ci ha raccontato in merito  Liliana Brivio del Direttivo ArTea Arteterapeuti Associati

Che cos’è l’Arteterapia, come nasce e a chi si rivolge?

“L’arteterapia è una metodologia che usa i materiali , le tecniche e i criteri di decodifica dell’arte grafico, plastica , pittorica e dei nuovi media (collage, video, graphic novel etc) con finalità preventive, riabilitative e terapeutiche e che nasce “dall’incontro tra due poli distinti: quello delle arti e della terapia, dove l’attenzione non è rivolta all’interpretazione psicologica delle opere o all’addestramento artistico, ma alla decodifica del linguaggio come specchio delle vicende interne e relazionali dell’utente.”(Achille De Gregorio). L’anno è il 1948 e siamo in Inghilterra su iniziativa di uno scultore Adrian Hill, il quale comincia a gestire Atelier per traumatizzati fisici, reduci di guerra. Contemporaneamente in America Margareth Naumburg comincia ad utilizzare il termine arteterapia a seguito del suo utilizzo del disegno come codice di comunicazione con i bambini durante la terapia psicologica. L’arteterapia a modello polisegnico trova ragione d’essere nel  potere comunicativo delle immagini. Linee, forma, colore, spazio, volume si fanno “parola”;l’immagine sia essa pittura, disegno, scultura, fumetto, fotografia diventa comunicazione e luogo di relazione.  Con le sue immagini la persona che intraprende un percorso arteterapeutico può raccontare dell’idea di sé, della propria visione del mondo, del proprio immaginario. Può narrare della propria “malattia”, del proprio disagio esistenziale, della fatica di vedere futuro ed elaborare possibili soluzioni. Si rivolge ad anziani fragili, disabili, persone con problemi psichiatrici, ai minori in difficoltà, nelle dipendenze da sostanza e alcol, nei disturbi alimentari ma si rivolge  anche ad adulti nella cosiddetta area del benessere. L’arteterapeuta opera nei Servizi alla persona o in Atelier privati.  L’arteterapia a modello polisegnico attraverso il “fare arte” permette percorsi individuali di introspezione;   permette di apprendere modalità di comunicazione non verbale, di reagire alle emozioni e di ripensare alle proprie relazioni. Permette di accedere ed esplicitare contenuti intimi e di elaborarli per trovare le proprie risposte e attivare le proprie risorse per risolvere problemi interiori oppure di raccontare il proprio mondo di relazioni o di diventarne più consapevole. Le sedute si svolgono in  un habitat particolare:  l’ Atelier di Arteterapia, un setting accogliente, non giudicante, nel quale con i materiali e le tecniche della rappresentazione visiva, cioè realizzando concretamente disegni, sculture , pitture, collage etc si attivano immaginari, si elaborano significati simbolici, si crea un sistema di comunicazione condiviso tra arteterapeuta e paziente/cliente. L’arteterapeuta comprende il percorso del paziente perché esperto del codice visivo e dei possibili contenuti che i manufatti artistici possono veicolare. L’arteterapeuta a modello polisegnico inoltre fa  “decodifica” ovvero uno studio accurato non solo sul singolo manufatto  realizzato ma su tutte le opere prodotte  nel percorso arteterapeutico , le quali vengono analizzate secondo tre aspetti: fenomenologico, relazionale e psicologico. Solo in questo modo è possibile accompagnare il paziente/cliente nel proprio percorso  creativo che ha al suo centro il suo immaginario e può essere utile  per i suoi bisogni, per raggiungere i propri obiettivi. Ogni percorso prevede una fase di osservazione, una di trattamento e una di verifica che devono integrarsi con le équipe invianti.”

Quali sono le arti che possono essere utilizzate con finalità benefiche e quali malattie fisiche e psicologiche è possibile superare?

“ Le Arti che possono essere utilizzate con finalità “benefiche” sono l’arte visiva (pittura, scultura, collage, fotografia, video, fumetto grafici novel etc) , la musica, la danza e il teatro che si connotano singolarmente  come arteterapia, musicoterapia, danzaterapia, teatroterapia. Insieme formano “LE ARTITERAPIE”. Io posso parlare di una precisa teoria e metodologia che è l’arteterapia a modello polisegnico. Teoria italiana elaborata negli anni ’80 dal M° Achille De Gregorio, pioniere dell’arteterapia in Italia e tra i maggiori arteterapeuti italiani.”

Quali docenti lavorano presso la Vostra associazione e come avviene la preparazione in questo settore?

“ArTeA -Arteterapeuti Associati gestisce Scuole Triennali di Formazione in Arteterapia (con sede a Milano, Pordenone, Bolzano, Catania, Trani) e Seminari, Convegni, Workshop sulla teoria, materiali e tecniche dell’arteterapia.   I suoi associati , arteterapeuti professionisti, specializzati nel modello polisegnico gestiscono Atelier di arteterapia all’interno di Enti pubblici o nel Terzo settore o atelier privati. I nostri docenti sono professionisti nelle discipline collaterali all’  Arteterapia, Psicologia, Sociologia,  Pedagogia, Neuroscienze Diritto,  Arte, Managment etc oltre che esperti in arteterapia. Per una maggiore completezza può consultare il programma di studi triennale delle nostre scuole e il curriculum dei docenti su www.arteterapia.it Gli arteterapeuti  si formano con un percorso specifico triennale post Laurea ( es Laurea Educatore prof.le, Psicologia, Accademia Belle Arti, Pedagogia, Sociologia, Medicina, Scienze infermieristiche etc) o in assenza di essa possono accedere alla formazione  gli operatore dei Servizi alla persona con almeno un triennio di esperienza nel settore. Il triennio prevede esame finale e la discussione di una  tesi teorico-pratica specifica  in arteterapia. Il percorso formativo prevede tirocinio pratico e iter  arteterapeutico personale.  ArTeA ha  ormai centinaia di convenzioni per i tirocini con Enti pubblici e privati. Gli arteterapeuti diplomati ArTeA, possono accedere al Registro Professionale degli Arteterapeuti ArTeA ai sensi della legge 4/2013. L’appartenenza al Registro ArTeA è garanzia per il paziente/cliente  e motiva gli arteterapeuti professionisti all’aggiornamento continuo e alla aggiornamento supervisione.”

Quali eventi organizzate con i pazienti e quali proposte arrivano da parte loro?

“L’  arteterapia a modello polisegnico non organizza eventi o spettacoli ma percorsi di cura a scopo preventivo, riabilitativo o terapeutico per una pluralità di utenze.”

Come si affianca l’Arteterapia alla medicina tradizionale e a quella alternativa?

“L’Arteterapia integra quella parte che è incompleta nella medicina tradizionale perché si occupa del vissuto psicosociale della persona in difficoltà. Non la sostituisce. L’Arteterapeuta è parte integrante delle équipe dei servizi alla persona e collabora con esse.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Per maggiori informazioni o negare il consenso, leggi l'informativa estesa. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Leggi informativa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi