La violenza sulle donne è la negazione dei diritti umani

Pubblicato il 3 giugno 2016 - da
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La Commissione DONNE Dignità Diritti( LIDU-AEDH ) ha voluto centrare la propria azione sull’attualità di violenza inaudita, fisica e psicologica, che porta ai continui femminicidi

Di Maricia Bagnato Belfiore

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Roma, 03 Giugno – La Commissione DONNE Dignità Diritti (LIDU – AEDH ) ha voluto centrare la propria azione sull’attualità di violenza inaudita, fisica e psicologica, che porta ai continui femminicidi, di cui la cronaca nera mediatica racconta l’attualità, non trascurando problematiche come lo stalking ed il mobbing. Il nostro lavoro di monitoraggio, insieme ad altre ONG ed ONLUS unite e specializzate sull’azione trasversale per una società migliore, ci ha dato un quadro abbastanza chiaro della situazione attuale sulle suddette tematiche. I dati ci dimostrano che la violenza contro le donne è un fenomeno comune a tutta l’Europa, dove si potrà essere ancora più collaborative ed operative, per il fatto che abbiamo l’FIDH, sede internazionale a Parigi ed, in Europa l’AEDH- Association Européenne de Défense des Droits de l’Homme – a Bruxelles, in un consesso formato da 26 Paesi membri, che hanno subito votato per porre il progetto sulle Donne, all’attenzione dell’Executive Board fino al 2018. Gli omicidi di donne, continuano a cadenza settimanale, hanno maggior eco di stampa e diffusione mediatica, sono difficili da combattere e complessi. Dai data-base del Sistema di Sicurezza d’Indagine (SDI) e da quelli dei vari Ministeri  degli  Interni europei, emerge la generale stabilità degli omicidi a discapito delle Donne, con brevi discrasie dal 2005 ad oggi: il 48,35 muore per mano di un partner. Generalmente, tali omicidi sono detti “femminicidi” e si possono considerare in costante aumento negli ultimi anni, dato che la violenza sulle donne, nei suoi vari aspetti, appare trasversalmente alle classi sociali, al livello di istruzione, alle condizioni di lavoro, all’età, agli usi e alle abitudini e tradizioni locali ed estere, subite da partners o dagli stessi parenti. Si tratta di ogni tipo di violenze fisiche, sessuali, psichiche ed economiche, perpetrate su donne, quasi sempre separate o scappate da casa. E’ un fenomeno grave, una persecuzione continua ed altalenante, atta proprio a creare disorientamento ed insicurezza, ad alto livello di gravità. Oggi, più di 7 milioni di donne sono vittime di Violenza: il 30%  di loro ha subito il trauma di chi sente la propria vita a rischio, il 68% ha compreso pienamente quali gravi situazioni dovrà affrontare, se resterà in vita, mentre soltanto il 28% ha riportato ferite e mutilazioni varie. Tuttavia, la paura del peggio fa considerare loro la violenza domestica  come un reato  al 26%, ma se lo stesso reato è compiuto da un uomo “non partner” è riconosciuto al 45%. Questo perché la violenza colpisce anche i figli, ed spesso sono proprio questi innocenti a subire violenza, fisica e psichica, una violenza tanto più grave perché  hanno assistito alle violenze familiari o ne sono rimasti vittime. Perciò l’Italia ha avuto più di un richiamo, sia dall’UE che dall’ONU, per i suoi ritardi nell’aderire alle Convenzioni Internazionali e nel mettere in atto le misure previste: la sensibilità della gente comune e della classe politica su un problema di dimensioni così inquietanti fa riflettere sul reale livello di civiltà e progresso raggiunti, non solo dal nostro Paese ma anche dagli altri d’Europa. Ma le “belle leggi” che sono state approvate nel nostro Paese, come in altri, considerati Stati Democratici “strenui difensori dei Diritti Umani”, specialmente per il sostegno di tutti i Diritti fondamentali, che sono i principali ed elementari Diritti dettati dalla Dichiarazione Universale del 1948, a sostegno della dignità delle donne e del rispetto dovuto a tutti gli esseri umani, NON BASTANO se il sostegno non è frutto di misure volte al traguardo che ci si prefigge, se non ci sono una forte convinzione ed un deciso impegno dei soggetti pubblici ed enti privati, tutti coesi per lottare contro il dilagare di violenze che sono certo inaccettabili ed appaiono assurde per la lesione della Dignità umana. Nonostante il silenzio  di molte vittime di violenza, le denunce sono in aumento-addirittura del 400% – ma resta enorme il sommerso, per cui si può dare un’interpretazione positiva, soltanto per la piccola e significativa espressione di consapevole conoscenza dei Diritti Umani. Per potenziare questa forte grande sfida ad una società allo sbando, si deve far in modo di raccogliere le forze di politica  sociale, rendendole consapevoli dei loro diritti, potenziando le loro risorse e le energie, che tutte le donne possiedono, specialmente quando hanno solidarietà e concretezza per riavere tutta la loro autostima, ragione e fonte di recupero di un completo rinnovamento personale.

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