LA PIZZA NAPOLETANA DIVENTA PATRIMONIO DELL’UNESCO.

Pubblicato il 5 dicembre 2017 - da
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Due milioni di firme sono state raccolte per sostenere la candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell’Unesco, tutto grazie alla mobilitazione del villaggio Coldiretti.

di Rossella Langone

Siamo all’ultima fase di un percorso iniziato circa sette anni fa. Nel 2010 la pizza napoletana è stata riconosciuta come specialità tradizionalmente garantita dall’Unione Europea. L’obiettivo ora è quello di arrivare ad un riconoscimento internazionale per contrastare atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita dell’identità.

Per la raccolta delle firme è stato allestito un villaggio contadino della Coldiretti sul lungomare Caracciolo a Napoli. Sono state raccolte le firme necessarie alla candidatura, ma il voto finale  spetta al Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell’Unesco, che si riunirà a Seul, in Corea del Sud dal 4 all’8 dicembre. Saranno esaminati 34 elementi e la pizza è l’unico prodotto italiano tra questi.

Tutelare la pizza napoletana significa proteggere un settore che vale 10 miliardi di euro con almeno 100 mila lavoratori fissi ai quali, evidenzia Coldiretti, se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia dei Pizzaioli. Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze nelle circa 63 mila pizzerie e locali per asporto, taglio e trasporto a domicilio.

Secondo un sondaggio del sito di Coldiretti, la parola pizza è il termine italiano più conosciuto all’estero, con l’8%, seguito da cappuccino, spaghetti e espresso.

Ad amare la pizza sono soprattutto gli americani, i primi consumatori al mondo, con 13 chili di pizza pro-capite annui. Gli italiani sono i primi in Europa, seguiti  nell’ordine da spagnoli, francesi, tedeschi, britannici, belgi Portoghesi e austriaci.

La pizza napoletana, secondo la Coldiretti, sarebbe il settimo tesoro italiano iscritto nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Nell’elenco sono già presenti l’Opera dei pupi, il Canto a tenore, la Dieta mediterranea, l’Arte del violino a Cremona, le macchine a spalla per la processione e la vite ad alberello di Pantelleria. “Il riconoscimento dell’Unesco avrebbe un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.  

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