La Lidu esprime orrore su barbara esecuzione del pilota Giordano arso vivo da Isis

Pubblicato il 5 febbraio 2015 - da
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In una lettera della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo il presidente Alfredo Arpaia invita il re Giordano a non mandare a morte a sua volta i terroristi prigionieri in Giordania, nel rispetto della Dichiarazione dei Diritti Umani

 

liduRoma, 4 febbraio -” La LIDU, lega Italiana dei Diritti dell’Uomo esprime sdegno ed indignazione per la brutale, efferata, barbara esecuzione del  pilota Giordano, il tenente Moaz al-Kassasbeh eseguita in spregio ad ogni convenzione giuridica ed umanitaria mediante il rogo, pratica medievale che ripugna ad ogni essere umano. Chi compie simili atti si pone chiaramente al di fuori del consorzio degli uomini, e persino delle belve feroci. La Dichiarazione dei Diritti Umani  dell’ ONU afferma il Diritto alla Vita, mentre vieta esplicitamente la tortura ed ogni trattamento disumano o degradante; noi, peraltro, in accordo con la Costituzione della nostra Repubblica, siamo decisamente avversatori della pena di morte. Tutti questi principi sono stati violati: ma riteniamo che il comminare a propria volta, con una sorta di ‘Lex Talionis’, la pena di morte ai terroristi dell’ISIS prigionieri in Giordania non sia giustificabile né sul piano del Diritto né su quello della opportunità politica. Questo, difatti è l’obbiettivo del terrorismo: renderci uguali a loro, indurci ad abbandonare i nostri Principii per piegarci ai loro, portare lo scontro su di un livello in cui conti solo la brutalità e la forza. Se cadessimo i8n questo errore, la battaglia sarebbe già perduta in partenza”.

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