“ISLAM-OCCIDENTE: integrazione o scontro?”

Pubblicato il 22 settembre 2017 - da
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Una ragazza musulmana può essere pestata a sangue solo per volersi vestire all’occidentale. Magari come le sue amiche italiane!

di Nicola Lacerenza

Una ragazza musulmana può essere pestata a sangue solo per volersi vestire all’occidentale. Magari come le sue amiche italiane! E’ successo a Bologna ad una quattordicenne che si rifiutava di mettere il velo. Un fatto che fa discutere. Così come fa discutere la rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche. Storie di vita quotidiana che, sommate alle cronache degli attentati terroristici degli ultimi tempi, aumentano la paura e la diffidenza nei confronti delle comunità musulmane presenti in Europa. Sempre più numerose. L’integrazione e, ancor più, la chiusura delle frontiere sembrano impossibili. Invece sono già realtà. LàszlòToroczakai è un sindaco ungherese che sogna una comunità di “cristiani bianchi europei” ottenuta tramite il respingimento dei profughi musulmani. Nella sua cittadina, Asotthlom, al confine con la Serbia, lavora per coloro che “non vorrebbero vivere in una società multi culturale” e a cui “non piacerebbe attrarre musulmani”. Contemporaneamente il suo collega Sadiq Khan, sindaco di Londra e musulmano, si dichiara “sindaco di tutti i londinesi” e promette di fare tutto ciò che è in suo potere per assicurare “quelle pari opportunità” che Londra gli ha dato. Questi due sindaci rappresentano due visioni opposte che esistono nella stessa Europa. Bisognerà scegliere e capire se è un caso che la chiusura delle frontiere si sia realizzata in una cittadina ungherese al confine con la Serbia piuttosto che a Londra. Bisognerà capire quali di questi due sindaci rappresenti una realtà realizzabile in un contesto europeo. Si vedrà.

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