In uscita “How Big How Blue How Beautiful”, il nuovo album di Florence Welch

Pubblicato il 7 giugno 2015 - da
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A 4 anni da “Ceremonials”  , la band capitanata da Florence Welch pubblica il terzo album in studio : “How Big How Blue How Beautiful”. Un disco che parla di tormenti personali, sentimenti contrastanti e caos interiore per esorcizzare un periodo complicato.

 

di Luca Cameli

Florence-1_zpsvro6e3xaAscoli Piceno, 7 giugno – E’ difficile riproporsi sulle scene dopo un disco che ha avuto un successo planetario, lo e’ ancora di più se si decide di farlo raccontando i propri “break down” emotivi, perché per mettersi a nudo agli occhi del pubblico ci vuole coraggio. E How Big How Blue How Beautiful è un disco coraggioso. Ad un primo ascolto l’album sembra mantenere una certa continuità con il suo predecessore (Ceremonials, 2011), arrangiamenti pomposi, una precisione stilistica quasi boriosa per un prodotto che mira alla vetta delle classifiche con la voce della Welch a farla da padrone. Solo quest’ultimo aspetto crea un punto di contatto fra i due album; perché qui Florence e’ la protagonista indiscussa, fin dalla copertina, con la sua voce che dipinge atmosfere cupe e trasognanti, utilizzando la sua vocalità quasi fosse, con tutte le proporzioni del caso, una moderna Billie Holiday , non come semplice complemento della canzone ma come un suono fondamentale per l’architettura di quest’ultima. Per il resto questo disco e’ davvero distante da quelli precedenti, non c’è traccia del sapore indie di Lungs (2009) e non c’è la varietà stilistica di Ceremonials: quest’album parla ancora una volta di sentimenti, per la precisione di delusioni sentimentali, ma lo fa con un filo conduttore ben preciso, che non era presente nei lavori precedenti, sviluppandosi lungo le tracce che lo compongono con una coerenza da sembrare a tratti forzata, quasi arrogante, e che un’ orecchio poco attento potrebbe giudicare quasi monotona. Niente di più sbagliato. Perché HB HB HB, e’ un gran disco, che decolla fin dalla prima traccia, Ship to Wreck, il primo singolo estratto, e resta sempre a livelli altissimi, quasi sconosciuti per i prodotti da classifica del mercato attuale. Ci parla di indecisioni sentimentali, strizzando l’occhio agli anni 70, in What kind of man, ci racconta della rassegnazione in Various Storms & Saints e St. Jude, canta di tormenti in Queen of Peace, canta rabbiosamente di quella telefonata che aspettiamo e che non arriva mai in Delilah, si chiede che cosa fare in How Big How Blue How Beautiful accompagnata da uno splendido tappeto orchestrale. Un disco che, in definitiva, parla di un unico argomento, sospeso sulla sua poetica elegante fatta di metafore e richiami mitologici e le sue sonorità ricamate con una cura quasi maniacale, e al tempo stesso parla di tante cose. Perché i tormenti del cuore per quanto comuni a tutti noi, sono sempre differenti e sorprendenti. Personalmente giudico, questo disco davvero eccellente, che tocca il suo massimo in Queen of Peace, un brano in perfetto equilibrio fra musica,parole e arrangiamenti. Ora come ogni recensione che si rispetti, dovrebbe esserci un voto, ma non sarà questo il caso: in questo disco c’è tutto quello che deve esserci per funzionare, canzoni belle, a volte bellissime, testi profondi, e soprattutto emozioni autentiche che si percepiscono fin dal primo ascolto, creando un cocktail che fa venire voglia di riascoltarlo più e più volte. I numeri lasciamoli ai ragionieri, godiamoci le emozioni, e stavolta Florence ce ne ha regalate davvero tante.

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