In scena a Foligno ‘Nei mesi di vento’ racconta la crisi dell’uomo ed il suo divenire

Pubblicato il 20 ottobre 2013 - da
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993064_10201868475664085_487850455_nUna narrazione rivisitatata dell’opera “La tragica storia del Dottor Faust” di Christopher Marlowe,  e altre pièces teatrali intrecciate con brani che attingono ad un repertorio musicale ampio e diversificato

 di Giuliana Primozich Darcy

Roma, 20 ottobre – Multi aromatizzato e con un milione di colori, “Nei Mesi di Vento”, in scena al teatro S. Carlo di Foligno,  è assolutamente da non perdere.  Porta in sé il suono e l’audacia che va di pari passo con la vitalità dei giovani. Regia molteplice, eclettica e armoniosa è frutto del primo lavoro scritto in tandem e realizzato da Michele Pelliccia e Giacomo Nappini (ormai rodati nella loro comune carriera di registi e attori), che esprimono qui la diversità e l’intensità con un tocco di eleganza.  La storia, che rivisita la  personale crisi del Faust, s’intreccia fra avvisaglie di Fedeltà, Vita e Morte, offrendo spunti nuovi di riflessione . Quattro donne stuzzicano, o meglio tramutano in palpabile realtà questa umanità interiore. Le stagioni dell’uomo sono quelle che marcano il cammino di ogni essere e si esplicitano attraverso il protagonista, Faust, che le affronta  per passare attraverso una  crisi vera e interiore fino a realizzare la presenza di un piccolo seme di fede riposto nel più profondo dell’animo, pronto a lasciarsi germogliare. Audace la scelta dei brani che formano la colonna sonora di questa opera teatrale: dal rock alternativo al metal, dai suoni ritmati e penetranti di De André a quelli altrettanto poetici di Branduardi fino alla preghiera in Swahili che va dritta al cuore, trasportandoci in terra africana anche se solo per un attimo. Impressionante l’alto livello musicale che scaturisce da ragazzi cosi’ giovani, e che pertanto dimostrano un reale talento. 14024_10200476217418499_1901393179_n(1)A poco a poco, bit dopo bit, per effetto incredibile, le varie coreografie prendono vita ed esprimono con il loro movimento, la storia, rendendola viva e reale grazie al ritmo, i gesti e i passi di danza. C’è cosi’ tanta vita nel linguaggio corporale espresso nelle coreografie di questo spettacolo, da lasciare un segno indelebile nella nostra memoria. L’attenzione all’esecuzione dà a tutti i personaggi una spinta a cercare sempre qualche cosa di più, sia a livello personale che professionale. Trasforma i protagonisti e apre loro le porte del mondo verso il regno delle possibilità come nient’altro prima. Scopriamo insieme alla storia narrata in scena, una vera risorsa di molteplici talenti giovani e meno giovani. Quello dato ai neo attori dalla regia  é sicuramente il senso di disciplina, il rispetto e il lavoro di squadra, una collegialità mista a umorismo, il coraggio di fallire, la perseveranza. Quello ricevuto è la fiducia che “insieme – nei mesi : divento”.  Per divenire insieme attraversando le stagioni della vita umana, servendosi della Fede per illuminare il proprio cammino.

 

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