Immigrazione: cosa dicono le cifre

Pubblicato il 25 giugno 2015 - da
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“L’economia dell’immigrazione: costi e benefici”, rivela che il contributo da parte degli immigrati all’economia del Paese è pari a quasi 4 miliardi di euro ogni anno

Di Roberto Vismara
o-IMMIGRATI-facebookLa ricerca, “L’economia dell’immigrazione: costi e benefici”, rivela che il contributo da parte degli immigrati all’economia del Paese è pari a quasi 4 miliardi di euro ogni anno. Nel 2012 lo Stato italiano ha speso 12,6 miliardi per l’arrivo di nuove famiglie di immigrati sul suolo italiano, compresi gli oneri per i servizi sanitari (3,7 miliardi), educativi (3,5), servizi sociali (0,6), alloggi (0,4), giustizia (1,8), spese del ministero degli Interni per la gestione (1,0) e trasferimenti economici . Calcolando che la spesa pubblica in Italia è stata di 800 miliardi, i costi dell’immigrazione sono stati l’1,57 per cento della quota complessiva. Più residenti, però, vuol dire anche un numero più alto di redditi tassabili. I contribuenti “nati all’estero” sono passati da 3,24 milioni a 3,54. Nel 2012 costituivano l’8,5 per cento dei soggetti tassati. Lo Stato, nel 2012, ha ottenuto 16,5 miliardi di euro dagli stranieri. Di questi, la maggior parte derivano dal pagamento dell’Irpef (il gettito è stato di 4,9 miliardi di euro), seguito dall’imposta sui consumi (1,4 miliardi), sugli oli minerali (0,84), su Lotto e lotterie (0,21) e per tasse e permessi (0,25). A questi 7 miliardi totali vanno aggiunti 8,9 miliardi di contributi previdenziali. Il totale delle entrate è stato quindi di 16,5 miliardi, che coprono con scarto i 12,6 miliardi di spesa pubblica. I cittadini stranieri hanno quindi fruttato 3,9 miliardi di euro all’economia del Paese. Gli immigrati creano anche lavoro. In Italia possiedono l’8,2 per cento delle aziende totali e, grazie a queste, producono 85 miliardi di valore aggiunto. Mentre il bilancio delle attività italiane è negativo (50mila imprese hanno dovuto chiudere con la crisi), gli stranieri hanno investito tanto da ottenere 18mila imprese in più dell’anno precedente.”

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