I piatti in arrivo

Pubblicato il 5 dicembre 2017 - da
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Il Natale degli italiani nell’altro emisfero

di Gianni Pezzano

Siamo all’inizio della stagione che, senza dubbio, è quella nella quale le tradizioni svolgono il ruolo più importante. Ma, allo stesso tempo, è la stagione che ci fa capire come quel che riteniamo tradizioni subiscono più cambiamenti di quel che pensiamo, particolarmente per i nostri parenti e amici all’estero, e non solo.

Messa e spiaggia

 In particolare le comunità italiane oltreoceano hanno subito cambi alle tradizioni che pochi avrebbero immaginato decenni fa, quando i nonni o i genitori hanno preso la nave per andare nelle Americhe o in Australia. Per questo articolo chi scrive vuole concentrarsi sull’Australia non tanto perché è la realtà che più conosce, ma soprattutto perché la sua situazione geografica dimostra meglio di molti altri paesi quanto sia determinante la distanza per i cambiamenti nella vita dei nostri connazionali in quel paese.

Cominciamo con la messa di mezzanotte, non esiste un esempio meglio di una parrocchia ad Adelaide che celebra la messa di mezzanotte all’aperto e quindi sotto le stelle per far ricordare la stella natalizia del Vangelo. Questo perché i paesi di quell’emisfero sono in piena estate. A rendere ancora di più marcate le differenze tra paesi, in quella parrocchia poi molte preghiere e gli inni non sono solo in inglese, la lingua del paese, ma in ben tre lingue visto il grande numero di immigrati italiani e maltesi in quel quartiere della città.

Infatti, e a causa della stagione, con il passare del tempo molte famiglie immigrate nel paese hanno adottato una tradizione locale per passare il giorno più importante del calendario. Il luogo del pranzo non è più la sala da pranzo di casa, bensì la spiaggia sotto il sole. Non sono pochi i turisti italiani che si trovano in Australia per le feste che non perdono l’occasione di poter fare quel che sarebbe impossibile nel Bel Paese a causa dell’inverno.

La tavolata insolita

 Naturalmente, e come è inevitabile quando vivi in un paese nuovo, il luogo dove si notano di più i cambiamenti nelle tradizioni e le usanze delle famiglie degli immigrati, italiane e non, è a tavola. Tale che molte famiglie si meravigliano nei viaggi in Italia di Natale nel notare che quel che per loro è la tradizione spesso non esiste nemmeno alla tavola dei parenti in Patria.

In Australia una parte di questi cambi viene dalla presenza universale del barbecue a casa e quindi non è insolito trovare, come minimo, una portata di carni cotte alla piastre o dalle fiamme. In molti casi il pranzo è a metà strada tra la tradizione formale italiana e l’informalità dell’australiano tipo,  con una portata di antipasti, spesso con insaccati e specialità rigorosamente fatti in casa e il primo con i piatti in base alle tradizioni regionali delle famiglie, per poi diventare un pranzo informale con le tavolate tipo buffet per accompagnare le carni del barbecue.

Naturalmente ci sono ancora molte famiglie che mantengono il pranzo enorme che associamo con il Natale in Italia, ma anche queste famiglie stanno subendo i cambi inesorabili dovuti al destino crudele che affrontiamo tutti quando i nonni e i genitori vengono a mancare.

Inoltre, quasi tutte le tavolate, formali e non, hanno un oggetto particolare al fianco di ogni posto al tavolo. È un cilindro multicolorato che fa parte della tradizione anglosassone piuttosto che di quella italiana. In Australia si chiamano “Christmas crackers” che quando vengono aperti in due, fanno un piccolo scoppio di coriandoli e contengono regalini per gli ospiti, spesso cappellini buffi da indossare al tavolo.

Piatti sconosciuti

 Poi arriviamo alla portata che più dimostra i cambi nelle tradizioni. Certo, ci sono i panettoni e pandori importati dall’Italia che sono già in vendita nel paese a fine ottobre, senza dimenticare i dolci tradizionali regionali, come gli struffoli, la pastiera, o i dolci a base di frutta candita e sciroppo del sud d’Italia, che qualsiasi ospite dall’Italia riconoscerebbe immediatamente,  ma al loro fianco ci sono dolci che non hanno a che fare con le tradizioni italiane, ma che ormai sono parte integrale delle tradizioni dei nostri connazionali all’estero.

Naturalmente nei paesi anglosassoni, come l’Australia, c’è il “Christmas Pudding” di tradizione secolare inglese, che alla televisione in Italia vediamo nei film inglesi e americani e in modo particolare in “A Christmas Carol” basato sul celebre libro di Charles Dickens. Inoltre, in moltissime case italiane in Australia c’è un dolce contestato tra quel paese e la Nuova Zelanda, il “Pavlova”, una specie di meringata morbida riempita di panna montata e di frutta fresca. Poi per noi oriundi nei paesi anglosassoni il Natale non è Natale senza il pudding.

Ci vuole poi poco per capire che in ogni paese dove si trovano comunità italiane esistono piatti e dolci che fanno parte della vita nuova delle famiglie italiane e che sono i segni più ovvi che le tradizioni che conosciamo non sono eterne, ma mutevoli e che non si limitano al solo Natale.

Cambiamenti poi che vediamo anche in Italia, come notiamo quando vediamo i film vecchi che ci fanno ricordare che l’Italia d’oggigiorno non è quella del passato e che nessuno oggi saprà quali saranno le tradizioni del futuro.

Il Futuro

 Si scrive molto di tradizioni e usanze da mantenere per il futuro ed è giusto che sia così, ma non esiste niente della nostra vita che non cambia nel corso degli anni. Abbiamo il vizio di misurare il tempo in base alla nostra vita personale e fin troppo spesso non ci rendiamo conto che la vita di una singola persona non è nemmeno una frazione di un secondo della nostra Storia.

Pensiamo che certe cose siano eterne, ma sarebbe divertente tornare al passato per vedere quanti si opponevano, in tempi non storicamente lontani, quando qualche avventuriero introdusse nel nostro paese prodotti esotici e rivoluzionari come le patate, i pomodori, il caffè, la pesca, l’albicocca e la cioccolata.

Sicuramente anche allora qualcuno gridava allo scandalo e che si doveva proteggere la nostra tradizione. Chissà cosa direbbero questi difensori nel vedere il ruolo di questi stessi prodotti, e non solo, nella definizione moderna di cosa vuol dire essere “italiano”?

Allo stesso modo, se avessimo una macchina del tempo capace di portarci nel futuro riconosceremmo il nostro paese nel 2100? Non ho dubbi sulla risposta.

Questa è la realtà che troppi non vogliono accettare, il cambiamento è la normalità. È il segno più grande della nostra Cultura e quindi dobbiamo accettare e sapere accogliere i cambiamenti perché ci sono sempre stati e ci saranno sempre…

 

 

 

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