Glorie e disgrazie dell’energia nucleare: Franco Donatini presenta il “mulino dei sogni”

Pubblicato il 7 giugno 2016 - da
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Franco Donatini, lo presenterà giovedì 9 giugno alle 18.00 alla Libreria Feltrinelli di Pisa

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Firenze, 7 giugno 2016 – C’è un libro che spiega in poche pagine, con un linguaggio accessibile a tutti e senza pregiudizi, vizi e virtù della fonte di energia più discussa e spesso vituperata di tutte: quella nucleare. Si chiama Il mulino dei sogni (Sarnus, «I naturini», pp. 48, euro 5) e l’autore, Franco Donatini, lo presenterà giovedì 9 giugno alle 18.00 alla Libreria Feltrinelli di Pisa (Corso Italia, 50) insieme al professor Marco Massai dell’Università di Pisa.
Donatini, docente universitario, ha lavorato per l’Enel come responsabile di politiche di ricerca e sviluppo. Come esperto di energia ha collaborato a trasmissioni televisive, e tra il 2006 e il 2007 ha effettuato la circumnavigazione del Sud America in barca a vela alimentata solo a fonti rinnovabili. Nel suo libro, dopo alcuni cenni storici, si sofferma sulla costruzione delle prime centrali termonucleari in Italia, ricordandone lo sfortunato destino. Dopo aver ricordato i disastri di Three Miles Island, Chernobyl e Fukushima, il saggio spiega il mancato successo del nucleare al giorno d’oggi, individuando le ragioni nella scarsa competitività economica e nel complicato problema dello smaltimento delle scorie. Anche l’ultima speranza, che risiede nella fusione termonucleare controllata, è minacciata dagli scarsi investimenti nella ricerca. “Donatini ci appassiona”, scrive Patrizio Roversi nella sua prefazione, “evocando il grande sogno dell’uomo di affrancarsi una volta per tutte dalla necessità di produrre energia. In un mondo in cui va di gran moda la semplificazione superficiale della realtà e si pratica sistematicamente la mortificazione della complessità, ci servirebbe un Donatini per ognuna delle grandi questioni sulle quali siamo tenuti a prendere posizione, dagli OGM, alle misure contro il riscaldamento globale, dalle politiche energetiche a quelle finanziarie”.

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