Giovedì 26 febbraio confronto a Roma con i Giovani di Confapi

Pubblicato il 22 febbraio 2015 - da
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Parteciperanno tra gli altri il Sottosegretario al Ministero della Giustizia Cosimo Ferri ed il Capogruppo dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella


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Roma, 22 febbraio – Giustizia civile ed alternativa:  l’armonizzazione dei sistemi giuridici al tempo della globalizzazione delle professioni, esperienze internazionali a confronto, proposte e novità normative. Questo il tema del confronto organizzato dalla Fondazione AIGA Bucciarelli che si terrà a Roma al Campidoglio giovedì 26 Febbraio dalle 16 nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini.
Nel corso dell’incontro il presidente nazionale dei giovani di Confapi Angelo Bruscino si confronterà tra gli altri con Sottosegretario al Ministero della Giustizia Cosimo Ferri, il Capogruppo dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo Gianni Pittella, il componente della  Commissione Giustizia al Senato Nico D’Ascola, il componente della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati Gianfranco Chiarelli , con l’Ambasciatore Repubblica di Serbia Ana Hrustanovic, il Primo Segretario Ambasciata Stati Uniti d’America John Barbian, il  Presidente Cassa Forense Nunzio Luciano, il Presidente di Federnotai Carmelo Di Marco e il Presidente Fondazione C.R.E. Roma Europa Domenico Naccari.
“Da anni – dichiara il presidente dei Giovani Imprenditori di Confapi Angelo Bruscino- i si parla di riforma della Giustizia, in un’ottica di revisione costituzionale. A noi imprenditori, invece, piacerebbe parlare di un cambiamento della giustizia finalizzato a obiettivi pragmatici, come quelli di ridare efficienza e modernità a un paese come il nostro, nel quale la durata dei processi civili di primo grado è di 493 giorni, mentre nei paesi aderenti al Consiglio d’Europa è di 287 giorni.
Oggi l’Italia è inserita secondo la classifica “Doing Business 2013” della Banca Mondiale, al 160° posto, sui 185 paesi analizzati, per la durata di una normale controversia commerciale. Meglio di noi fanno nazioni come l’Iraq, il Togo e il Gabo, peggio solo l’Afghanistan …”
Cosa significa per questo paese una giustizia civile inefficiente? Si traduce in una riduzione degli investimenti, soprattutto di quelli provenienti dall’estero; crea asimmetrie nei tassi d’interesse tra diverse regioni del paese; comporta rigidità nel mercato del lavoro; limita la concorrenza nei settori produttivi, nei servizi, e nelle professioni; provoca una distorsione della struttura delle imprese. Per fermarsi solo ai danni più rilevanti!
Secondo uno studio della Banca d’Italia, la lentezza del nostro sistema di giustizia equivale alla perdita di un 1% del Pil, altre stime calcolano che smaltire l’enorme mole di cause pendenti  frutterebbe alla nostra economia il 4,9% del Pil.
Per attuare-continua Bruscino- una riforma della giustizia che ridia a questo paese anche la dignità giuridica che merita e che rilanci l’economia e gli investimenti utili per la crescita basterebbero poche cose: disincentivare l’abuso processuale che rallenta le cause reali adeguando ad esempio il tasso legale a quello di mercato; incentivare la sottoscrizione di polizze di tutela legale a copertura dei costi processuali, sul modello di diversi paesi europei; introdurre i sistemi di Alternative Dispute Resolution, come la negoziazione diretta con valore di titolo esecutivo in presenza degli avvocati, tavoli paritetici, mediazione e arbitrato; incentivare i tribunali che adottino più rapidamente il processo telematico; introdurre la pratica dei giovani nell’Ufficio del Giudice, ossia laureati selezionati secondo criteri qualitativi che affianchino il giudice, configurando la pratica (tra l’altro positivamente sperimentata a Milano) come normale procedura concorsuale per ottenere l’accesso alla magistratura e come tirocinio abilitante per l’avvocatura.
Basterebbe poco, per dare una sterzata al nostro sistema. Il governo sembra già volere candidarsi a voler far sue alcune di queste proposte, noi ci auguriamo che con la stessa forza dimostrata nel portare avanti le altre riforme, si avanzi velocemente sulla strada che porti questo paese ad avere la Giustizia che merita.”
“Il tema della giustizia civile e dei meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie-dichiara il Coordinatore Dipartimento ADR e Arbitrato Fondazione AIGA  Massimiliano Castellone-  si pone, in questo preciso momento storico, in una posizione di assoluta centralità. L’accesso alla giustizia ordinaria diventa sempre più difficile ed oneroso, i tempi sono sempre più lunghi, l’inefficienza della macchina–Giustizia è sempre più marcata ed evidente. Ciò impone ad una avvocatura lungimirante e propositiva di lavorare per il perseguimento di strumenti alternativi di risoluzione delle controversie realmente moderni ed innovativi, oltre che efficaci, che partano dal coinvolgimento diretto dei primi operatori del Diritto, cioè gli avvocati.
Abbiamo organizzato quest’evento, che vede relatori illustri sul piano nazionale ed internazionale, anche al fine di discutere delle recenti novità legislative, che hanno introdotto importanti ed innovativi strumenti alternativi al giudizio civile ordinario, quali l’arbitrato endo-processuale e la negoziazione assistita.
Il tema verrà peraltro trattato raffrontando la nostra legislazione con ordinamenti di altri Paesi, dove c’è una maggiore consapevolezza del tema.
Partendo da tutto ciò, saranno elaborate proposte di miglioramento dell’attuale normativa italiana; proposte che verranno sottoposte, sin dalle prossime settimane, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministero della Giustizia.”

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