Foibe: Divina (LN), sinistra condanni squadristi dei centri sociali

Pubblicato il 11 febbraio 2015 - da
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‘Il giorno del ricordo commemora le tragedie e i massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata’ ricorda Sergio Divina che chiede in Aula libertà di manifestare senza dover incorrere in atti violenti tesi ad impedire un diritto costituzionalmente garantito

image1Roma, 11 febbraio . – “Vorrei ricordare all’Aula un fatto molto increscioso che si ripete in modo sistematico. Il 10 febbraio è stato istituito il giorno del ricordo. In tante città d’Italia avvengono manifestazioni. Il giorno del ricordo commemora le tragedie e i massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. A Trento, città normalmente relativamente tranquilla, una serie di partiti e associazioni culturali, tra cui Fratelli d’Italia e CasaPound, erano presenti per partecipare ad una manifestazione. Doveva svolgersi un corteo pacifico per ricordare questa data e invece sono avvenuti degli scontri violenti non accettabili da parte di centri sociali che hanno voluto impedire la manifestazione anche con una certa violenza perché si sono usate bombe carta, sono scoppiati incendi, si sono lanciati sampietrini. La scena è sempre quella: volti incappucciati e coperti non identificabili. Quello che è successo dopo è ancora più grave: inseguimenti, tamponamenti e speronamenti con delle macchine, che avrebbero potuto coinvolgere anche altri soggetti presenti sulla strada incolpevolmente. Il centro della questione è che ci sono gruppi che decidono di disturbare attività politiche altrui. Si tratta di soggetti che però di attività politica ne fanno poca: forse l’unica attività è occupare immobili abusivamente, caricando poi i costi di gestione sempre sulle casse pubbliche, con atti di disobbedienza. A nome della Lega, devo dire che abbiamo più volte dovuto incappare in questi impedimenti di manifestazioni. La Lega raccoglie firme per chiedere un referendum e si imbatte in queste azioni, con violenze fisiche, oltre che distruzione dei nostri banchetti e dei nostri gazebo. Signor Presidente, la nostra democrazia si fonda, dalla liberazione e dall’approvazione della Costituzione, sul riconoscimento di una serie di libertà, che prima erano forse messe in discussione. Una delle grandi conquiste è la libertà di pensiero e la libertà di manifestare. È stata una grande conquista del secolo scorso; la nostra Costituzione e l’ordinamento italiano infatti permettono la libertà di chi manifesta pacificamente. Non è possibile che pochi soggetti (per fortuna non sono tanti) decidano arbitrariamente chi può e chi non può manifestare e facciano di tutto eventualmente per impedirlo, soprattutto con metodi violenti. Quello che chiedo a lei, signor Presidente, è un segno di condanna di questi episodi violenti da parte dell’Aula, anche se devo dire onestamente che una certa responsabilità la sinistra ce l’ha, perché ha un po’ sempre coccolato questa area culturale, che magari pensava affine. La violenza è violenza e come tale va condannata. Manifestare è legittimo e chiunque può dire ciò che crede; impedire di manifestare con atti violenti non è accettabile. Se lei ritiene di fare una qualche osservazione in merito, le sono grato, signor Presidente”.
Così il vicepresidente dei senatori leghisti Sergio Divina nell’aula di Palazzo Madama denuncia i fatti violenti accaduti ieri a Trento e quelli che sistematicamente avvengono ai danni della Lega Nord o di ambienti della destra ad opera dei centri sociali.
Il Presidente Grasso ha poi, a nome del Senato, manifestato solidarietà e condannato gli episodi di violenza accaduti in Trentino.

 

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