Federico Poggipollini, è partito il Nero Tour

Pubblicato il 28 settembre 2015 - da
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Dopo il successo di Campovolo2015, al fianco di Ligabue, Federico Poggipollini è partito in tour per promuovere il suo ultimo lavoro solista, “Nero”. Un’ album che rende omaggio alle sue radici musicali, dal blues ai Led Zeppelin.

di Luca Cameli

federico-poggipollini-nero-federico-poggipolliniTeramo, 28 settembre, 2015 – Federico Poggipollini, Capitan Fede per i suoi fan, storico chitarrista di Luciano Ligabue, torna sulle scene con un album solista, “Nero”, a sei anni di distanza dal suo precedente lavoro “Caos Cosmico”. Prodotto da Michael Urbano, Nero è un’ album rock dal suono deciso e senza compromessi, che racchiude tutte le influenze del chitarrista bolognese. Al Dejavu di Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, è andata in scena la prima data del NeroTour, e Poggipollini non ha deluso le aspettative, regalando ai tanti fan accorsi un concerto davvero coinvolgente, proponendo per intero la tracklist dell’ultimo album e tutti i suoi brani più apprezzati più alcune cover (molto belle “il chitarrista” di Ivan Graziani e “20th Century boy” dei T-Rex), infiammando il pubblico per quasi due ore. Durante lo show gli spettatori hanno avuto anche una gradita sorpresa; Michael Urbano, che era presente al concerto, è salito sul palco ed ha suonato la batteria per un paio di pezzi. Terminato lo spettacolo, dopo un’interminabile serie di foto ed autografi, riusciamo a scambiare due chiacchiere.

Federico complimenti, bellissimo concerto.

Grazie, c’era davvero tanta gente. Sono rimasto colpito, è stata proprio una bella serata.

Lo ammetto, è la prima volta che ti sento cantare dal vivo; il Poggipollini cantante è una gradita sorpresa

Grazie, ma adesso basta complimenti dai…

Nero, il tuo ultimo lavoro, è un album per certi versi sorprendente. Mi sarei aspettato un lavoro più orientato ai virtuosi della chitarra.

Sarebbe venuto fuori un’ album strumentale, un prodotto troppo di nicchia ed io non ho nessun interesse al momento per un progetto del genere. Sono sempre stato un’amante della “forma canzone” , e volevo proporre al pubblico qualcosa di mio, in questo formato.

Ti sei occupato anche dei testi?

Si. I testi sono miei, tranne alcuni che sono stati scritti, diciamo, a quattro mani con la mia compagna.

Come riesci a dividerti fra progetti solisti, e l’attività al fianco di Luciano Ligabue?

Sono sempre riuscito a ritagliarmi i miei spazi, senza però darmi mai delle scadenze. Avevo voglia di mettermi in gioco, perché ho sempre bisogno di nuovi stimoli. Ho cercato di creare qualcosa che mi rappresentasse appieno, rendendo omaggio alle mie radici musicali e sono molto soddisfatto del risultato finale.

Il sound del disco è molto lontano dai lavori al fianco di Ligabue.

Si, le sonorità sono decisamente differenti e le trovo molto originali rispetto al panorama italiano. Poi il lavoro con Michael (Urbano) in fase di produzione ha fatto il resto.

I brani di “Nero” sono stati scritti appositamente, o sono pezzi che avevi già scritto negli anni?

Io scrivo di continuo, ma i pezzi di questo album sono quasi tutti nuovi. Qualche pezzo pronto c’era già, ma poi in fase di produzione li abbiamo lavorati rendendo l’ album più omogeneo.

Uno come te, sulla scena da tanti anni, sempre con grande successo, ha dei modelli a cui si ispira?

Ovviamente si. La band che più mi ha influenzato, è senza dubbio i Clash, e ti confesso che suonare alla notte della taranta al fianco di Paul Simonon (bassista dei Clash) è stata una grande emozione. Dal punto di vista chitarristico, gli artisti che più mi hanno influenzato sono Hendrix, i Cream e i Led Zeppelin.

In questo momento, ci sono artisti in Italia che catturano la tua attenzione?

Mi è piaciuto molto l’ultimo album de “Il Pan del Diavolo” (FolkRockaBoom, ndr) e poi ti consiglio Beatrice Antolini, un’artista davvero molto interessante.

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