Expo: la Cia pone all’Italia la questione meridionale

Pubblicato il 28 ottobre 2015 - da
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Il rapporto Svimez testimonia che dall’agricoltura viene una prima speranza per il Sud. Si tiene il 29 ottobre all’Expo l’assemblea nazionale della Confederazione Italiana Agricoltori. Il tema scelto è “L’agricoltura del Sud per la legalità e per lo sviluppo dell’economia nazionale” I dati confermano che il Sud scivola verso la povertà. La Cia ne discute con tre governatori del Mezzogiorno e con il ministro per le politiche agricole Maurizio Martina.

di Adelfia Franchi

logo_expo_Roma, 28 ottobre- Lo Svimez la certifica, la Cia la pone come sfida al Paese: esiste la questione meridionale e affrontarla e risolverla significa puntare sull’agricoltura e sull’agroalimentare. Due giorni fa nel suo consueto rapporto Svimez ha detto che c’è un leggerissimo risveglio dell’economia meridionale. Più 0,1per cento del Pil quest’anno più 0,7 per cento l’anno prossimo. Ma a fronte di questi segnali positivi si registra il crollo dell’occupazione scesa sotto la soglia dei 6 milioni con un balzo dei Neet (i giovani che non studiano e non lavorano) a due milioni. Ma il 2015 registra i primi segnali di ripresa con  un incremento degli investimenti lordi e  con più posti di lavoro al Sud rispetto al Nord. In particolare, rispetto al secondo trimestre del 2014, gli occupati crescono al Sud di 120 mila unita, il 2,1 per cento in più, e di 60mila unità nel Centro-Nord, pari a +0,4 per cento. A determinare questa minima inversione di tendenza è stata in larghissima parte l’agricoltura in sinergia con l’agroalimentare. Dunque porre la “questione meridionale” al centro dell’Assemblea Nazionale di Cia ha un valore strategico. La Cia porta in Expo migliaia di agricoltori in rappresentanza delle 900 mila imprese associate alla Confederazione. La due giorni di Cia in Expo -alla vigilia della chiusura dell’Esposizione e a della consegna al mondo della Carta di Milano- si articola nella direzione nazionale che avrà luogo oggi a Milano e nella quale il presidente nazionale Dino Scanavino proporrà le linee strategiche per il prossimo anno. Sarà invece il 29 all’Auditorium di Padiglione Italia che la Cia terrà i lavori della sua assemblea. Interverranno la vicepresidente vicario con delega all’Expo Cinzia Pagni che farà un bilancio della presenza di Cia all’Esposizione Universale (sei giornate, l’impegno nel padiglione della Biodiversità, oltre cento eventi organizzati) e il vicepresidente nazionale Alessandro Mastrocinque al quale è affidata la relazione centrale che porrà appunto la “Questione Meridionale”. A discuterne saranno i presidente di tre regioni del Sud: Marcello Pittella (Basilicata) Gerardo Oliverio (Calabria) e Michele Emiliano (Puglia). “Sarà l’occasione -sottolinea Mastrocinque- per chieder con forza una nuova iniziativa per il rilancio del Sud che deve passare necessariamente da più agricoltura come testimonia il rapporto Svimez”. Ma rilancio del sud significa affermazione di legalità per questo all’assemblea della Cia interviene Don Luigi Ciotti fondatore di Libera Terra che festeggia proprio con l’assemblea di Cia i venti anni di attività. “C’è bisogno -ha affermato annunciando la sua presenza Don Ciotti -di non abbassare la guardia, di stimolare gli italiani alla presa di coscienza che la legalità è la prima emergenza del Sud e perché si insista nel rimettere a frutto le terre confiscate alla Mafia”. E anche questo tema vede la Cia in prima linea e trasforma l’assemblea in un momento centrale nel dibattito nazionale a seguito dell’inchiesta proprio sulle terre confiscate alla Mafia che vede coinvolto un alto magistrato. A raccogliere gli stimoli che verranno dall’assemblea e a tradurli in azione di Governo ci sarà il ministro per l’Agricoltura Maurizio Martina.

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