Emergenza siccità: Rossi, situazione drammatica per l’agricoltura

Pubblicato il 24 giugno 2017 - da
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Galletti convoca riunione. Coldiretti: soffre l’intero bacino idrografico del Po

 Dopo il primo atto del Consiglio dei ministri del 22 giugno, che ha dichiarato lo stato di emergenza per la siccità a Parma e Piacenza, si evidenzia il calo di molti fiumi, a cominciare da quello più grande, il Po, che si è ridotto a poco più di un ruscello di appena 13 centimetri a 30 km dalla sorgente.  La Coldiretti fa sapere che il livello idrometrico del fiume Po è più basso di oltre un metro e mezzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Anche la Capitale studia un piano per il razionamento dell’acqua.
Il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, chiede che il Governo dichiari lo stato di emergenza. In Toscana “ho già dichiarato lo stato d’emergenza” per la siccità, “abbiamo meno problemi sul versante dell’approvvigionamento idrico per i consumi domestici” e “abbiamo preoccupazioni ma siamo ben attrezzati contro gli incendi, la situazione è però drammatica per l’agricoltura e ci aspettiamo un intervento da parte del governo che dichiari lo stato di emergenza”. La crisi idrica dall’autunno 2016 ha già provocato danni a coltivazioni e allevamenti per quasi un miliardo di euro. “Il nostro istituto meteorologico ci dice cose chiare – aggiunge Rossi -, ovvero che ogni 5 anni c’è una siccità a causa dei cambiamenti climatici. E’ evidente che con queste situazioni dobbiamo fare i conti attrezzandoci nel modo possibile e facendo poi una lotta a livello globale”.
Tra la provincia di Parma e quella di Piacenza si coltivaun quarto del pomodoro da conserva made in Italy duramente colpito dalla siccità – spiega Coldiretti – ma a soffrire è l’intero bacino idrografico del Po dal quale dipende il 35% della produzione agricola nazionale. Sono province dove sono concentrati gli allevamenti per la produzione del Parmigiano Reggiano, allevamenti di maiali e dove l’acqua è indispensabile per coltivare granturco e foraggio e per nutrire più di 650 mila bovini, che producono latte per i principali formaggi Dop italiani, oltre a 1,5 milioni di maiali, che forniscono le cosce per prosciutti Dop di Parma e di Modena e carne per salumi Dop come il Culatello di Zibello.
“In difficoltà sono in realtà i campi coltivati e gli allevamenti lungo tutta la penisola – prosegue Coldiretti – con danni stimati per quasi un miliardo di euro in agricoltura”.
Intanto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha convocato alle ore 17 del 23 giugno presso la Prefettura di Piacenza (via San Giovanni, 17) una riunione straordinaria dell’Osservatorio permanente del distretto Padano per un punto della situazione sul problema siccità in Italia e sulle relative iniziative in campo sul fronte dell’emergenza e della programmazione.
Anche la regione Sardegna chiede lo stato di calamità naturale per quanto riguarda soprattutto gli allevatori e alcune grandi colture non irrigue. La vera emergenza riguarda soprattutto la zootecnia. L’assenza di piogge, assieme alle gelate che hanno bruciato l’erba dei pascoli, stanno causando non pochi problemi di foraggio agli allevatori che peraltro – assicura la Regione – sono assistiti dalla protezione civile anche con l’utilizzo di autobotti. La richiesta di stato di calamità naturale è contenuta in una delibera di Giunta che l’assessore Pierluigi Caria ha consegnato al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina proprio per sollecitare l’intervento del Governo.
“Dobbiamo tutelare al meglio il settore agricolo delle regioni colpite dalla siccità di queste settimane. Si tratta – ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina – di alcune delle aree più importanti a livello produttivo per la nostra agricoltura. Come Ministero stiamo seguendo da vicino la situazione in stretto coordinamento con il Ministero dell’Ambiente. Siamo pronti a gestire le richieste delle Regioni per l’attivazione delle misure del Fondo di solidarietà nazionale”.
Infine la Regione Lazio attiva una verifica per accertare il corretto utilizzo dei fondi pubblici destinati a ridurre le perdite idriche, per “conoscere l’ammontare degli investimenti sostenuti nel biennio 2015/16, di quelli in corso e programmati per il biennio 2016/17 relativamente ai Piani di recupero delle perdite” di acqua.
Fonte: Regioni .it

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