Cesena Fiera:Fede ardente, quando la Chiesa additò i libri

Pubblicato il 10 novembre 2017 - da
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 A Cesena Fiera, in occasione della quarta edizione di “C’era una volta il libro” (18-19 novembre), e a 500 anni dalla pubblicazione delle 95 tesi di Lutero, anche la prima assoluta di una mostra dedicata agli Indici dei libri proibiti che fa rivivere quattro secoli di censura ad opera della Chiesa. In esposizione, oltre agli Indici, rari formulari di interrogatori, torture e processi criminali per una panoramica a 360° della Santa Inquisizione.

In principio era il verbo, poi il verbo si fece scriptum e si impresse, inchiostro su carta, indelebile nel tempo. Nasce così, in un epoca lontana da internet e a un secolo da Gutemberg, la necessità di nascondere e censurare quelle opere sgradite che spesso, silenti, sono sopravvissute fino a noi.
Non è necessario scomodare autori come Cervantes, Bradbury e Orwell per avere visioni di roghi di libri o totalitarismi desiderosi di voler riconfezionare la verità, il fanatismo di poteri ciechi e assoluti fa parte della storia. Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina, non ha solo costruito l’unica opera umana visibile dallo spazio, ha anche cancellato la memoria dando alle fiamme tutti i libri scritti prima di lui.

Grande “fan” della biblioclastia fu anche la Chiesa Cattolica. Ma se inizialmente la censura era in parte ufficiosa e non sistematica, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili e la diffusione del Protestantesimo si pose il problema di indicare quali libri fossero dannosi per la morale e la religione. È con Paolo IV e l’introduzione dell’Index Librorum Prohibitorum nel 1559 che si aprirono ufficialmente cinque secoli di censura. A tenerne le redini la Congregazione dell’Indice prima e il Sant’Uffizio poi, fino alla sua definitiva abolizione avvenuta soltanto 51 anni fa sotto il pontificato di Paolo VI, in occasione del Concilio Vaticano II del 1965 che riconobbe le grandi libertà universali dell’uomo, tra cui la libertà di pensiero e di espressione a mezzo stampa.

Nelle file dell’Indice non solo i grandi scienziati del ‘600, gli Illuministi o i riformatori del ‘700, ma anche romanzi e scritti politici. Se quasi non stupisce vedere all’Indice nomi come Galileo, Copernico, Keplero, Erasmo da Rotterdam, Machiavelli, Boccaccio o Alighieri, sorprende un po’ di più sapere che al bando fu messa l’opera omnia di D’Annunzio e quella di Moravia, ma anche Stendhal, Flaubert, Dumas, Leopardi, Fogazzaro, la De Beauvoir e tanti altri condivisero una sorte che venne invece risparmiata al Mein Kampf di Hitler.

“La censura fu una reazione della Chiesa alla diffusione di libri con idee distanti dalla dottrina ufficiale, l’Index faceva parte degli strumenti di Controriforma messi in atto dopo il primo Concilio di Trento”, spiega il libraio antiquario Giovanni Luisè di Rimini. Il quale il 18 e il 19 novembre, in occasione della mostra mercato “C’era una volta… il libro” a Cesena Fiera, espone e presenta per la prima volta il frutto di quarant’anni di lavoro sugli Indici dei libri proibiti.
“La Fede Ardente. Indice degli Indici dei libri all’Indice”, questo il nome della mostra, porta in fiera le edizioni originali degli Indices e con esse rari esemplari di testi antichi riguardanti le censure, i formulari degli interrogatori, dei processi criminali e delle torture per una panoramica di quella che fu la Santa Inquisizione. Tra le curiosità esposte, una copia del Sacro Arsenale, una vera e propria guida risalente al 1730 (di Masini e Menghini), best seller tra gli inquisitori che potevano così apprendere le tecniche per condurre interrogatori e torture.
“La Fede Ardente” non si sofferma solo su libri e autori censurati, ma porta in mostra le modalità con cui questi venivano banditi o emendati, puntando così i riflettori sull’aspetto più oscuro e, per certi versi, interessanti, di una cultura censoria sopravvissuta fino ad oggi.

Insieme all’esposizione, che inaugura sabato 18 Novembre alle ore 16,00 alla presenza dell’autore Giovanni Luisè, viene presentato il catalogo omonimo che, in 120 schede descrittive, illustra i materiali esposti.

La manifestazione si svolge in concomitanza di C’era una volta… antiquariato, la rassegna antiquaria mensile, punto di riferimento del settore sul territorio.
L’evento è organizzato da Blu Nautilus (www.blunautilus.it) con il patrocinio del Comune di Cesena, della Provincia Forlì Cesena e della Regione Emilia Romagna ed in collaborazione con i maggiori siti specializzati del settore Abebooks.it, Maremagnum.com e Copernicum.it

 

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