Arriva al cinema dal Bolshoi di Mosca il balletto Giselle

Pubblicato il 3 ottobre 2015 - da
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In diretta via satellite nelle sale del Lazio l’11 ottobre

Giselle16_LOCRoma, 3 ottobre- Dopo lo straordinario successo delle passate edizioni, anche per il 2015/2016 Nexo Digital e Pathé Live danno appuntamento a tutti gli appassionati con la nuova grande stagione del balletto del Bolshoi di Mosca al cinema (trailer qui https://www.youtube.com/watch?v=xHh8VaraDCs). E la partenza quest’anno è memorabile perché il primo appuntamento è con uno dei più grandi balletti classici mai rappresentati, Giselle, in una produzione finora mai vista. Così, domenica 11 ottobre alle ore 17, questo amato dramma, interpretato in modo intenso e profondo a partire dalla coreografia di Yuri Grigorovich, torna a vivere sul palcoscenico del Bolshoi e in diretta via satellite nelle sale di tutto mondo (elenco delle sale italiane su www.nexodigital.it). La leggenda popolare tedesca delle Villi, all’interno del poema “De l’Allemagne” di Heinrich Heine, ispirò per primo l’autore e poeta francese Théophile Gautier, che diete vita a Giselle, un testo dove amore, gelosia, morte e perdono si intrecciano in modo appassionante e coinvolgente. La protagonista, Giselle, è un’affascinante ragazza che s’innamora di Albrecht, credendolo un contadino, come lei, di nome Loys. In realtà egli è il conte di Slesia, già promesso a Batilde, figlia del duca di Curlandia.  Hilarion, il guardiacaccia, innamorato di Giselle, scopre il segreto di Loys, così durante una battuta di caccia ne svela la vera identità a Giselle. La bella Giselle, sconvolta dal dolore, impazzisce e muore. Nel secondo atto Albrecht e Hilarion s’incontrano davanti alla tomba di Giselle per pregare. Allo scoccare della mezzanotte appaiono le Villi, giovani fanciulle morte infelici perché tradite o abbandonate prima del matrimonio, che tentano di punire i due uomini per la morte di Giselle. Quest’ultima però perdona l’amato Albrecht e lo aiuta a vincere la maledizione delle Villi. L’ultima rappresentazione originale di Giselle all’Opéra National de Paris risale al 1868: solo in seguito, con l’arrivo di Marius Petipa, fratello del Lucien Petipa primo interprete del balletto assieme a Carlotta Grisi (1841), venne adattata alla tradizione della scuola russa. Merito del successo del balletto al giorno d’oggi va alla produzione dei Balletti russi di Sergej Diaghilev, nei primi decenni del XX secolo, e all’interpretazione ancor più intensa restituita dalla coreografia di Grigorovich.

Yuri Grigorovich: (Leningrado, 1927): è un noto coreografo russo diplomato alla Petersburg School of Russian Classic Ballet. Il suo apporto è stato determinante per lo sviluppo del balletto russo e la più che trentennale esperienza al Bolshoi (dal 1964 al 1995) coincide con l’estensione della fama del teatro a livello mondiale. Nel 1994 ha fondato il Grigorovich Ballet, un proprio corpo di ballo, raccogliendo intorno a sé ballerini altamente selezionati. Tra le coreografie create da Grigorovich per il Bolshoi: Ivan Il Terribile, Romeo e Giulietta, ma anche nuove versioni di capolavori quali La Bella Addormentata nel Bosco, Il Lago dei Cigni, Giselle e Don Chisciotte.

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