Ancona, Festival La Punta della Lingua

Pubblicato il 20 giugno 2016 - da
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Giovedì 23 Giugno La Mole ospita Corpus Pasolini di Giorgio Felicetti

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“È per molti, uno dei più grandi poeti che l’Italia abbia avuto. Per altri un trauma da evitare. Certo un artista totale, curioso, eclettico, intellettuale contro, dall’impressionante lucidità al limite della veggenza, che della diversità e della emarginazione ha fatto la sua poetica”. Con queste parole Giorgio Felicetti, voce e corpo di Corpus Pasolini, spettacolo in scena giovedì 23 giugno alla Mole Vanvitelliana di Ancona, descrive la figura e la persona di Pier Paolo Pasolini: maestro di tanti, genio nel cinema, nella poesia, nella narrativa, nella saggistica, nella critica. L’appuntamento – realizzato in collaborazione con AMAT – è proposto nell’ambito del Festival La Punta della Lingua, diretto da Luigi Socci eValerio Cuccaroni, organizzato da Nie Wiem, con il contributo di Comune di Ancona, La Mole, Regione Marche eCoop Adriatica (main sponsor) che torna fino al 26 giugno per l’undicesima edizione con i suoi numerosi eventi tra Ancona e Portonovo, offrendo il consueto mix di poesia, musica, cinema, teatro, Facebook e arti varie. Pier Paolo Pasolini mette sempre in primo piano, nei suoi film, nei suoi romanzi, nella sua poesia, il corpo: del poeta martirizzato, del Cristo crocifisso, della madre, dei ragazzi di borgata, del paese. Nello spettacolo Giorgio Felicetti cerca di interpretare pezzi di questi corpi. La morte violenta di Pasolini è trauma presente, è ferita inferta a una società intera e Corpus Pasolini prende il via proprio dall’ultima notte “di vita” dello scrittore. In un percorso a ritroso si dipana il racconto della vita del poeta, come in una confessione o in una impossibile e provocatoria intervista, attraverso le sue opere e i suoi scritti, dalle poesie “in forma di rosa” ai romanzi come Una vita violenta, fino al grande cinema Accattone, Mamma Roma,Uccellacci e Uccellini, Teorema, Salò, Il Vangelo secondo Matteo. Ma soprattutto è dalla sua attività di spietato analizzatore della società italiana, del cambiamento antropologico e del genocidio culturale che si andava tragicamente prefigurando, dagli Scritti Corsari e dalle Lettere Luterane, che viene fuori tutta la forza, la preveggenza e l’attualità di Pasolini. Manca certo oggi, una voce come la sua, così intimamente nostra. Una voce sola, che dell’umile Italia ha fatto il suo canto disperato. Corpus Pasolini mette assieme i racconti di questa voce, una voce viva più che mai, e tende “una corda, anzi un cordone ombelicale” tra gli spettatori di oggi e un poeta civile come Pasolini, che del cambiamento della società italiana e della “meglio gioventù”” è stato il più appassionato e lucido e analista. Le musiche più care al poeta sono eseguite dal vivo: Bach, Mozart, Vivaldi, la musica dei film di Pasolini, con effetti sonori, come un sogno dentro un sogno, fatto di immagini, narrazioni, preziose parole e videoproiezioni poetiche.

Corpus Pasolini è realizzato con la supervisione della signora Graziella Chiarcossi, cugina di Pasolini.

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