Amianto: allarme ONA costi sanità per 5 miliardi in 10 anni

Pubblicato il 6 novembre 2017 - da
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Presentata una proposta di legge per fermare la strage

 

La Sala del Carroccio (Piazza del Campidoglio – Roma) ha ospitato la conferenza stampa promossa dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, e moderata da Benedetta Rinaldi, giornalista e conduttrice di Uno Mattina, sul tema “Amianto: come fermare la strage”. Sono intervenuti: Ezio Bonanni, Avvocato cassazionista, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Nicola Forte, Dottore commercialista, pubblicista e Luciano Mutti, Professore, titolare della cattedra di oncologia medica e ricerca oncologica della facoltà di medicina presso l’università Salford di Manchester. Presenti, inoltre, alcuni rappresentanti delle istituzioni nazionali e romane, gli On.li Corradino MineoWalter RizzettoLuca MalcottiFabrizio SantoriFederica Nobilio e Francesco Figliomeni.

L’Italia è stato il maggiore produttore e utilizzatore di amianto, che uccide anche a basse dosi e dopo decenni. Secondo stime OMS, ogni anno questa fibra killer provoca più di 100.000 decessi per i soli casi di mesotelioma, cancro polmonare e asbestosi per esposizioni professionali, a cui occorre aggiungere quelli per le altre patologie riconosciute (il cancro dell’apparato gastrointestinale e il cancro delle ovaie) e per esposizioni extraprofessionali. Si calcola che a tutt’oggi nel nostro Paese, in assenza di una bonifica efficace, vi siano circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, per cui permangono le condizioni per la prosecuzione delle esposizioni anche dopo la messa al bando della lavorazione del minerale che è stato utilizzato massicciamente nella produzione industriale con scarsa attenzione per la sicurezza determinando l’esposizione professionale intensa e prolungata a polveri e fibre di amianto di più di 3 milioni di lavoratori. Questa situazione ha causato un’epidemia di patologie asbesto correlate. “Seimila decessi nel 201610.000 nuovi casi diagnosticati54.000 da qui al 2025, anno in cui ci sarà il picco, e le stime sono prudenziali. E’ inaccettabile il sacrificio di vite umane che si possono ancora salvare a causa dell’inerzia delle pubbliche autorità”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il sistema italiano di gestione delle politiche sociali rischia il collasso. Ad oggi il costo sociale medio di un paziente oncologico per l’unità di riferimento (paziente e care-giver) è di 41.000 euro ogni anno (se ad esso dovesse aggiungersi il costo di un farmaco di nuova generazione si arriverebbe ad oltre 100.000 euro l’anno). Cifra insostenibile sia per il singolo malato che per la sua famiglia, ma anche per il Sistema Sanitario Nazionale che dovrebbe affrontare una spesa complessiva stimata in 400 milioni di euro annui, a cui si aggiungono le spese per prestazioni previdenziali ed assistenziali: un totale  di circa 5 miliardi per i prossimi dieci anni. Costi che potrebbero essere abbattuti se solo il Sistema Sanitario Nazionale utilizzasse esclusivamente i farmaci per i quali è stata dimostrata la capacità di aumentare la sopravvivenza di un malato oncologico” denuncia il  Prof. Luciano Mutti. L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto, partendo dalla considerazione della dimensione di questi dati, è convinto che il problema, per la sua entità, deve essere affrontato e superato con strumenti tecnico normativi ed economico finanziari che permettano la bonifica definitiva dei materiali contenenti amianto agli imprenditori, ai privati e ai cittadini tutti. Nasce da questa considerazione la proposta di legge per la bonifica presentata che, spiega Nicola Forte, Dottore Commercialista “si fonda sull’utilizzo della leva fiscale per incentivare i numerosi e, attualmente troppo costosi, interventi di bonifica dell’amianto e smaltimento del materiale cancerogeno, attraverso un riconoscimento di un credito di imposta alle imprese e di detrazione per i privati. Anche per quest’ultimi il problema amianto è molto sentito e, nonostante esistano già delle riduzioni, queste non risultano sufficienti rispetto alla gravità del fenomeno. L’importo massimo previsto su cui calcolare la detrazione, sia pure limitatamente al quinquennio 2018 – 2022, dovrebbe aumentare da 96.000 a 120.000 euro, con una detrazione pari al 75%. Inoltre il contribuente potrà scegliere come utilizzare con maggiore efficacia il beneficio suddividendo la spesa detraibile in un numero variabile di rate da 5 a 10. Per quanto riguarda le imprese è previsto un beneficio maggiore, relativo non solo all’anno in corso, ma valido anche per il futuro, che prevede un credito di imposta pari al 50% delle spese di bonifica con un massimale di spese di 2.000.000 €, da suddividere in 3 quote di pari importo”.

 

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