ALLARME AMBIENTALISTI: STOP ALLE MICROPLASTICHE DEI COSMETICI VELENI NEL MARE

Pubblicato il 13 dicembre 2017 - da
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La legge per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici è ferma al Senato da oltre un anno, Marevivo e Legambiente ne chiedono la rapida approvazione.

di Rossella Langone

“Non è più possibile aspettare, il provvedimento che ha assorbito anche la proposta di legge per vietare l’uso della microplastica nei cosmetici era stato votato all’unanimità dalla Camera nell’ottobre 2016 e poi tutto si è fermato al Senato. Ad opporsi il Ministero dello Sviluppo Economico che ha espresso parere negativo”. E’ l’appello “FAIDAFILTRO” lanciato nel corso di una conferenza stampa svolta al Senato a novembre dalle associazioni ambientalistiche Marevivo, Legambiente, Greepeace, Lav, Lipu, Medsharks e WWF per chiedere al presidente del Senato Pietro Grasso e a tutti i Senatori di approvare al più presto la proposta di legge per la messa al bando delle microplastiche nei cosmetici.

Ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, procurando rischi ambientali, sanitari ed economici (dai 476,8 milioni per l’Europa agli 8 miliardi di euro all’anno a livello globale). Secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito, entro il 2050 in mare ci sarà più plastica  che pesci.

L’industria cosmetica utilizza microplastiche nei prodotti esfolianti e detergenti quali saponi, gel, dentifrici e creme. Essendo di piccole dimensioni, le sfere di plastica sfuggono ai sistemi di depurazione finendo in mare.  Queste sostanze vengono ingerite dalla fauna insieme ad altre sostanze tossiche accumulate. Di conseguenza pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti rischiano di finire nella nostra alimentazione.

Unica misura efficace per fare da “filtro” a questa situazione è la legge. L’Italia è stata il primo Paese in Europa a proporre una legislazione di questo tipo, ma rimane indietro per un iter legislativo troppo lento rispetto all’emergenza ambientale. Nel frattempo nel Regno Unito la proposta diventerà legge nel 2018 e la Francia sta procedendo speditamente nella stessa direzione.

 

 

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