All’aeroporto di Milano Malpensa le opere di Gottardo Ortelli

Pubblicato il 1 febbraio 2015 - da
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 Secondo appuntamento con l’iniziativa che trasforma in spazi espositivi le Vip Lounges Club SEA dell’aeroporto internazionale di Malpensa.

di Ram

ortelli_pacMilano, 1 febbraio –  Dal 30 gennaio al 2 novembre 2015, le Vip Lounges Club SEA dell’aeroporto di Milano Malpensa si trasformano in spazi espositivi, ospitando le opere di Gottardo Ortelli (Viggiù, 1938 – Varese, 2003) che ha attraversato oltre quattro decenni di storia dell’arte italiana, dagli anni sessanta fino ai primi del nuovo secolo. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici di Piero Chiara, è il secondo appuntamento del progetto SEA e MA*GA per l’arte, nato dalla volontà di SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate, e del museo MA*GA di Gallarate di trasformare le aree d’attesa del Terminal 1 dello scalo internazionale in un luogo dove l’arte si esprime e si racconta. Infatti, come afferma Serafino Perego, Direttore Real Estate and Corporate Projects SEA, “L’aeroporto non è solo un luogo di passaggio, atterraggi e decolli ma è anche crocevia  di emozioni legate all’esperienza del viaggio. Un luogo che accoglie sogni, speranze e ricordi di ogni viaggiatore. È proprio per la sua capacità di suscitare in ognuno di noi sentimenti così intensi e unici che l’aeroporto diventa anche lo spazio ideale per dare voce all’arte nelle sue molteplici forme di espressione”. “La mostra dedicata a Gottardo Ortelli – sottolinea Giacomo Buonanno, Presidente MA*GA – si pone in una logica di continuità con quella di Vittore Frattini che l’ha preceduta: da un lato prosegue il dialogo con un pubblico che trascende i confini della città di Gallarate e dall’altro procede il percorso di rassegna e di analisi critica delle eccellenze artistiche che sono nate e si sono sviluppate intorno a questo territorio, certi che la combinazione di queste dimensioni rappresenti un ulteriore valore aggiunto del progetto SEA e MA*GA per l’arte”. Pittore e docente all’Accademia di Brera, Ortelli fu personalmente impegnato in innumerevoli iniziative non solo culturali, ma anche sociali e politiche (non ultimo, il suo incarico di Assessore alla Cultura presso la Città di Varese dal ’93 al ’97). “La pratica del dipingere – scrive Vittoria Broggini, conservatore curatore MA*GA, nel suo testo in catalogo – è intesa da Gottardo Ortelli come indagine sul colore, sia analitica sia emozionale: attraverso la sperimentazione del rapporto tra il colore e la superficie egli dilata e densifica lo spazio pittorico. L’aspetto analitico della ricerca da lui condotta con gli strumenti primari del dipingere – segno colore materia – non rinuncia perciò alle suggestioni emotive derivanti dal rapporto dialettico tra luce e ombra, dal respiro e dalle fluttuazioni del colore: le risonanze ambientali della tela dipinta derivano da un’energia cromatica concentrata, da un colore-luce denso e forte, squillante, fluido, organico e espressivo che genera un movimento espansivo dell’immagine”.

Ortelli riesce quindi a condensare in un linguaggio personale la tradizione astratta, il lirismo e la tragicità del colore espressionista, l’autonomia e la concretezza dello spazio cromatico informale, la tensione della ricerca di una relazione simbolica tra la dimensione pittorica e quella cosmica.

Accompagna la mostra, il secondo catalogo della collana SEA e MA*GA per l’arte.

Mostra e catalogo a cura di Vittoria Broggini, con la collaborazione di Bambi Lazzati, Emilio Ghiggini, Tetsuro Shimizo.

 

Note biografiche

Gottardo Ortelli (Viggiù, 1938 – Varese, 2003). Ha vissuto a Varese e Milano dove è stato titolare di cattedra di Pittura all’Accademia di Brera. Ha avuto una lunga carriera espositiva. Si ricordano le mostre personali al Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1978, a cura di Guido Ballo e Tommaso Trini; Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Alessandria 1982, a cura di Flaminio Gualdoni; Padiglione d’Arte Contemporanea Milano 1984, a cura di Giovanni Accame; Casa Machiavelli San Casciano Val di Pesa 1985, a cura di Gianni Contessi; Musei Villa Mirabello Varese 1986, a cura di Silvano Colombo e Tommaso Trini; le antologiche: a Palazzo Forti, Verona 1993, a cura di Giorgio Cortenova; all’Ikeda Public Museum of Art, Nagano, Giappone 1994 e al Museo della Permanente a Milano 1995, a cura di Carlo Pirovano.

Ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1972, nel 1982, e nel 1986, alle Quadriennali di Roma e a mostre come Empirica, Rimini 1975; Cronaca, Modena, 1976; Marta & Maria, Firenze e Ferrara, 1977; Disseminazione, Varese 1978; Dal Colore al colore, Milano, 1998.

 

 

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