Alla GNAM di Roma “Luigi Boille. Il Segno Infinito”

Pubblicato il 13 giugno 2016 - da
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Il prezioso volume verrà dato in omaggio fino ad esaurimento scorte

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Martedì 14 giugno alle ore 17.30 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita la presentazione del catalogo della mostra Luigi Boille. Il segno dell’infinito.  L’Assessorato alla Cultura del Comune di Pordenone, città natale di Boille, dedica all’artista scomparso lo scorso anno una retrospettiva a cura di Silvia Pegoraro presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato. Aperta al pubblico fino al 31 luglio prossimo, la mostra propone opere dell’artista friulano dal 1949, anno del diploma di Accademia, fino alla fase espressiva degli ultimi anni di vita, tracciando il percorso della sua ricerca che si caratterizza per l’evoluzione verso una sintesi sempre più perfetta tra segno, gesto e colore, tra pensiero ed emozionalità. La città di Roma, dove l’artista trasferisce per diplomarsi all’Accademia di Belle Arti e dove torna a vivere dopo gli anni di Parigi poco prima di spegnersi, e la Galleria Nazionale che possiede tre opere dell’artista si presentano come conclusione ideale di questo percorso.  Il catalogo dell’esposizione, curato da Silvia Pegoraro, propone interventi di Tullio De Mauro, Antonio Carnevale, Lea Mattarella e Angelo Bertani. A presentarlo interverranno Claudio Cattaruzza, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Silvia Pegoraro, curatrice della mostra e i critici d’arte Antonio Carnevale, Lea Mattarella e Marco Di Capua.


LUIGI BOILLE
Nato Pordenone nel 1926, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, si laurea in architettura, e subito dopo si trasferisce a Parigi. Già nel 1953 la sua pittura rivela una matura e originale assimilazione dell’Informale che lo avvicina al gruppo della Jeune École de Paris, con cui espone in numerose collettive. Conosce il grande critico francese Michel Tapié che lo inserisce nelle sue ricerche sull’“Art autre” e coglie nella sua pittura “elementi barocchi”, anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l’“irrazionalismo” riconducibile al barocco saranno sempre equilibrati da un senso “classico” di misura e di rigore formale.  Nel 1964 Boille, insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana, rappresenta l’Italia alla Guggenheim International Award di New York. Nel 1965 partecipa alla Quadriennale di Roma e l’anno successivo alla Biennale di Venezia. Si è spento a Roma il 20 aprile 2015.

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