Alfredo Arpaia, presidente d’Onore della Lidu onlus, ricorda l’amico Maurizio De Tilla

Pubblicato il 8 dicembre 2017 - da
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E’ venuto a mancare Maurizio De Tilla, presidente della Commissione Giustizia della LIDU onlus , strenuo difensore dei diritti dell’uomo nel campo della giustizia, della bioetica e nel campo sociale. Un grande giurista che lascia un vuoto incolmabile nella dirigenza della LIDU onlus.

Di Alfredo Arpaia

Una lunga ininterrotta amicizia mi ha legato a Maurizio De Tilla. Partecipò attivamente alla battaglia della LIDU per una profonda riforma del sistema giudiziario in Italia, che stava subendo un processo di grave involuzione nelle sue funzioni e nei suoi metodi di gestione, quando assunse su mio invito e quello di Francesco Cossiga, allora Presidente d’Onore della LIDU, la Presidenza della Commissione nazionale giustizia. Un ruolo che ha mantenuto ininterrottamente fino alla morte.

Oltre ai più vari argomenti inerenti il campo della giustizia in Italia, negli ultimi anni si era particolarmente dedicato ai problemi di bioetica e della ricerca scientifica.

Negli ultimi incontri che periodicamente avevamo presso il suo studio a Napoli, in via Carlo Poerio, si parlava della legge in discussione al Senato sul Testamento biologico. Molto caro a lui anche il tema della libertà della donna nel poter disporre del proprio corpo        (maternità surrogata), e del sistema legislativo inerente la ricerca genetica in Italia, non ancora adeguata al progresso tecnologico e scientifico in atto.

Ricordo, a tale proposito, un magistrale intervento di Maurizio De Tilla, al tavolo della Presidenza con Paolo Ungari, Pasquale Bandiera e il sottoscritto, in un Convegno a Napoli, di cui si conservano gelosamente gli atti come patrimonio privilegiato della LIDU.

Negli ultimi tempi manifestava tutta la sua preoccupazione per la deriva che stava prendendo la LIDU a causa del Comitato di Presidenza eletto nell’ultimo Congresso e sollecitava una soluzione che riportasse questa gloriosa Associazione verso il prestigio di cui ha sempre goduto.

Con la dipartita di Maurizio De Tilla, la LIDU ha perso uno dei più strenui difensori dei diritti dell’Uomo in Italia.

L’avvocato Maurizio De Tilla, figura di spicco dell’avvocatura italiana, aveva iniziato ad esercitare l’attività di avvocato civilista a Napoli dal 1966, dove era nato nel 1941. Dal 1997 al 2007 è stato presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, poi  presidente della Cassa nazionale di previdenza forense, incarico svolto in contemporanea con l’elezione alla guida dell’Adepp (Associazione degli Enti previdenziali privati e privatizzati). Dal 2013 era al vertice dell’Anai (Associazione nazionale avvocati italiani) ed era tuttora presidente del Cup, il Comitato unitario delle professioni. Giornalista pubblicista, è stato autore di articoli su diverse riviste giuridiche (Giustizia civile, Rivista giuridica dell’edilizia, Immobili & Diritto, Archivio Locazioni, Rassegna Locazioni e Condominio) e collaboratore assiduo di testate giornalistiche economiche. Coautore con Umberto Veronesi del testo ‘Nessuno deve scegliere per noi’ sul tema della bioetica. Presidente della Commissione Giustizia della LIDU onlus ci ha lasciato a soli 76 anni d’età a seguito di una grave malattia.

    • Maria Vittoria
    • 9 dicembre 2017
    Rispondi

    Ciao Maurizio.

    Sarai sempre con noi attraverso tutte le tue “creature” e le tue battaglie

      • Alfredo Bora
      • 24 gennaio 2018
      Rispondi

      Ricordo con affetto e stima l’amico Maurizio, sempre disponibile ad intervenire su e partecipare come relatore a convegni sui diritti dell’uomo.
      Diversi anni fa, nel suo intervento nel convegno tenuto a Velletri sul ” Testamento Biologico”, sottolineò che i diritti umani sono propri degli individui e non dei gruppi sociali.

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