72° Mostra del cinema di Venezia: presentata la ricerca Ewa Network “Dove sono le registe nel cinema Europeo?”

Pubblicato il 5 settembre 2015 - da
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Silvia Costa (Pd): “La carenza di donne alla regia cinematografica è una perdita culturale, uno spreco di risorse e un’incapacità di capire il tempo in cui viviamo”

Venezia-72-633x350Venezia, 5 settembre 2015- “In Europa sono ancora troppo poche le  donne regista: poco più del 21 per cento, nonostante la presenza di importanti protagoniste e il trend positivo. Non si tratta solo di  una questione di diritti e di pari opportunità ma  così l’Europa si priva di una visione e creatività più ampia, riducendo la sua  capacità di capire e interpretare i  tempi complessi che viviamo”. Lo ha detto l’europarlamentare Silvia Costa (Pd), presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, alla 72° Mostra del Cinema commentando la ricerca paneuropea curata dal network Ewa (European Women’s Audiovisual Network’s) sulla presenza delle registe nel cinema Europeo presentata oggi a Venezia. I dati parlano di una produzione cinematografica femminile che non supera il 10 per cento, con una maggiore presenza nell’ambito dei documentari e dei cortometraggi. Nei sette Paesi presi in considerazione fino ad ora dei diciannove totali previsti (Austria, Croazia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svezia) è emerso che  le donne che scelgono la carriera di regista  la abbandonano precocemente, che poco meno della metà di coloro che comunque proseguono hanno figli e che non hanno lo stesso accesso al credito e alla circolazione dei colleghi uomini. “La ricerca finanziata dal programma Europa Creativa- prosegue l’europarlamentare Costa- va a colmare una mancanza di dati paneuropei sulle donne nel cinema e nell’audiovisivo e fornisce raccomandazioni di policy per migliorare la parità di genere nell’industria. Quello che possiamo fare fin da subito a livello nazionale ed europeo è investire maggiormente nelle politiche di orientamento professionale, aiutare  le giovani diplomate e laureate ad accedere alle scuole di formazione e all’accesso alle opportunità e ai fondi , favorire l’internazionalizzazione delle carriere anche grazie a programmi già esistenti e collaudati come Erasmus Plus  e prevedere una presenza maggiore di donne nelle istituzioni culturali, nelle commissioni, festival e giurie – a cominciare da quelli finanziati con fondi pubblici- sviluppando in tutti i paesi europei gli indicatori  sviluppati da questa ricerca. Per questo intendo promuovere un incontro della Commissioni cultura e donne per presentare questa ricerca e adottare alcune azioni mirate”.

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