5 stelle in confusione: Di Maio “al governo con chi ci sta” e Di Battista guarda a sinistra e ammicca a Liberi e Uguali

Pubblicato il 10 gennaio 2018 - da
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 Che a palazzo Chigi non si arrivasse senza alleato è chiaro, ormai. Ne sono consapevoli tutti i politici e, quindi, anche i cinque stelle, il partito dei “duri e puri”,che resta sempre  primo nei sondaggi. Il punto, ora, è capire dove muovere i primi passi, se verso destra o verso sinistra.

di Vito Nicola Lacerenza

 

Che a palazzo Chigi non si arrivasse senza alleato è chiaro, ormai. Ne sono consapevoli tutti i politici e, quindi, anche i cinque stelle, il partito dei “duri e puri”,che resta sempre  primo nei sondaggi. Il punto, ora, è capire dove muovere i primi passi, se verso destra o verso sinistra. Per il candidato premier dei 5stelle Luigi Di Maio non c’è fretta e non ci sono paletti per allearsi con Salvini o con Grasso, l’importante è che si “collabori”. Alessandro Di Battista, invece, sembra sempre più propenso ad allearsi con la sinistra, convalidando un’ipotesi a cui noi di Daily Cases abbiamo già accennato in un precedente articolo. Ovvero un’asse 5 stelle-Liberi Uguali. È stata resa nota, infatti, la notizia di una telefonata tra Di Battista e l’ex capogruppo di Sel, Arturo Scuto, in cui il primo avrebbe chiesto maggiori informazioni a proposito della proposta della formazione Liberi e Uguali di abolire le tasse universitarie.

Un chiaro ammiccamento del penta stellato all’ex minoranza del PD. Naturalmente, da qui ad una possibile alleanza c’è n’è di strada da fare. Le opinioni all’interno di Liberi e Uguali non sono unanimi. Bisognerà aspettare. Nel frattempo, vale la pena ricordare come questo clima da campagna elettorale abbia solo in parte sbollito i vecchi rancori. «Io sono entrato nei cinque stelle proprio in virtù del fallimento degli altri partiti» – ha detto Di Battista in un’intervista mesi fa. Ed ecco che, oggi, Pier Luigi Bersani, sul blog di Grillo è pronto, ad accogliere l’eventuale abbraccio con Di Battista e i 5stelle. Alla faccia della “speranza” di coloro che hanno creduto che il movimento non sarebbe mai sceso a patti con i “dinosauri della politica”. «Dovreste ringraziarci per aver trattenuto la rabbia grazie alla speranza» – ha specificato Di Battista in televisione. Parole che, oggi, suonano lontane, ma, allora non si era ancora in campagna elettorale. Forse, la fretta di questa corsa verso le urne sembra avergli fatto dimenticare la “speranza” che gli “sfiduciati dalla politica” hanno nutrito in lui e nel movimento. «Avevo voglia di correre- dice Forrest Gump nell’omonimo film- quello che facevo sembrava avere un senso per le persone…qualcuno più tardi disse che avevo dato loro speranza». Ebbene, alla fine della sua corsa Forrest Gump ha lasciato quelli che lo seguivano per strada, andandosene per conto suo. Se i grillini si comportassero nello stesso modo coi propri elettori, subito dopo il 4 marzo, si assisterebbe a un film già visto con tanti altri partiti. “Un grande classico”.

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