DA 1,6 A 3,9 MILIONI I CIVILI INERMI MORTI OGNI DECENNIO A PARTIRE DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Pubblicato il 11 giugno 2017 - da
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Le uccisioni di gruppi etnici da parte di Stati hanno portato ad una perdita di vite umane di gran lunga superiore a quella causata da tutte le altre forme di conflitto messe insieme: mediamente 275 mila morti ogni anno negli ultimi 70 anni, lo sostiene Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, autore di “Guerra e Pace: i conflitti dell’ultimo decennio”.

A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, le uccisioni poste in essere dagli Stati nei confronti di gruppi etnici predeterminati hanno portato ad una perdita di vite umane di gran lunga superiore a quella causata da tutte le altre forme di conflitto messe insieme.

«Ogni decennio per mano di uno Stato sono morti tra 1,6 e 3,9 milioni di civili inermi» sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte (www.alejandrojantus.com),  nel suo libro «Guerra y Paz: los conflictos de la última década»

Ricercatore presso l’Istituto Internazionale di Ricerca Scientifica della prestigiosa Universidad del Salvador fondata dalla Compagnia di Gesù a Buenos Aires, Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte già nel 2000 aveva presentato i risultati dei suoi studi su questa materia, prendendo in esame la totalità dei conflitti che hanno avuto luogo tra il 1990 ed il 1999 e riuscendo a dimostrare che «un maggior grado di diversità etnica determina una maggiore propensione al conflitto».

Questo studio oggi è più che mai attuale poiché, seppure in Europa si abbia una scarsa conoscenza di quanto stia accadendo nei Paesi periferici, le mattanze di civili inermi continuano con una media di 275 mila morti ogni anno negli ultimi 70 anni.

«Tutti i conflitti dal 2001 ad oggi stanno avvenendo proprio tra gruppi con etnie diverse» sostiene Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte.

Certo il conflitto legato ad interessi economici o territoriali esiste ancora, ma esclusivamente tra gruppi etnici diversi. Ed anche quel tipo di conflitto ideologico che ha caratterizzato la prima metà del XX secolo si è dissolto all’orizzonte, mentre i conflitti di identità e di valori hanno acquistato maggior forza e virulenza.

 

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